Intervista uscita su www.spaziotennis.com del 18-01-2010

“TGF 6 – What’s The Buzz? Gli Incontri di Tennis Genitori & Figli: Salvatore Buzzelli”

di Stefano Grazia


Eric Clapton is God
(scritta comparsa sui muri di Londra nei primi anni sessanta)
What’s the Buzz? Tell me what’s happening…
(Jesus Christ Superstar)
“Non vi leggo per 10 giorni, torno e che trovo?Ancora una diatriba sui Prep. Atl. !!!
Prima io, poi Baraldo, poi Carnovale, adesso anche Panichi … hai fatto bene a chiedere chi va bene oltre Catizzone ma non mi sembra che Max abbia risposto… Ha glissato anche su Alberto Cova. Ma su molte cose,devo ammettere che concordo con lui …”
Il Professor Salvatore Buzzelli, non so perche’, mi fa venire in mente Eric Clapton.Nei primi anni sessanta i giovani inglesi scrivevano sui muri che Eric Clapton era Dio, un po’ quello che fa il nostro rissoso irascibile simpaticissimo Mad Braccio di Ferro Hulk Max ma io, che pure ho quasi tutti i dischi e i cd del compagno di Patty Boyd,Lori Del Santo e un migliaio di altre, ho sempre pensato che di chitarristi in gamba e dello stesso livello ce ne erano in giro tanti altri, da Jerry Garcia a Jimmy Page, da Jimi Hendrix a Slash e The Edge e chissa’, forse i migliori davvero erano quelli che non diventarono mai famosi. Quelli che poi vengono riscoperti quando per esempio Eric Clapton fa un disco con loro, vedi Riding with the King, perche’Eric Clapton sa chi e’ davvero il Maestro del Blues e a BB King bisogna portare il rispetto che si merita. Quello che voglio dire, con questo paragone, lo ammetto, fin troppo stiracchiato, e’ che tutte le cose di cui noi parliamo e parliamo su G&F prima e su TGF ora, Buzzelli le aveva gia’ dette o fatte 20 anni fa se non prima. E siccome non lo ascoltavano e lo prendevano per matto, decise anche a un certo punto di lasciare il tennis. Per fortuna poi ci ha ripensato anche se ogni tanto si capisce che come direbbe Jannacci ‘le palle ancor gli girano’.
The Doc: Allora, Prof, li leggi ancora quegli sciagurati di Genitori & Figli? Cos’hai da dirci sulla eterna questione del perche’ la figura del Preparatore Atletico nel Tennis sia ancora guardata con sospetto o sufficienza spesso dagli stessi Coaches?
The Prof: Che il sospetto o la sufficienza non nascondano invidia e paura…?
Mi spiego: Perchè mai in atletica il tecnico è la stessa figura del preparatore atletico? Chi conosce la tecnica ha la capacità di allenare le qualità che servono per espletare quella tecnica!!
Il PA in tutti gli sport, proviene sempre da un corso di studi universitario, che se svolto con serietà e con i dovuti approfondimenti, conferisce competenze adeguate ad affrontare le problematiche che lo sport presenta.
Il Coach nel tennis è solitamente l’esperto di questo sport, con un grande bagaglio di esperienze pratiche, spesso non supportato da analoghe conoscenze specifiche sul piano della scienza dello sport.
Le due professionalità, come ho sempre auspicato e scrissi già in un articolo del 1985, interagendo intelligentemente produrrebbero grandi risultati, spesso però professionalità e ruoli non si integrano o non si complementano, così nascono gelosie e incomprensioni …. e così quasi sempre il PA è costretto a sloggiare o a venire a quieti propositi.
Questo avviene anche nel calcio. Ma almeno lì, se ti sottometti, il tuo “andare oltre” è pagato a peso d’oro!
Nel tennis è successo varie volte anche a me negli anni passati.
Così alla fine mi sono “sentito costretto” ad aprire la mia accademia (o meglio Centro Tecnico) e a scegliermi con cura Maestri con una certa cultura sportiva, pronti a condividere un progetto sulla base del reciproco rispetto e soprattutto stima professionale, al fine di poter offrire un prodotto finale fatto di tecnica di gioco, senza sottovalutare la costruzione di un” buon fisico” e dell“Uomo”.
A quanto dice Max, leggo che anche il Prof. Catizone ha fatto la stessa scelta. Sarebbe curioso chiedergli il perché.
The Doc: Quindi mi dici, in soldoni, che nel Tennis c’e’ molta ignoranza?
The Prof: No, non mettermi in bocca parole che non ho detto.
Dico piuttosto che lo sport è scienza ! L’allenamento è arte derivata dall’applicazione scientifica. Perchè nel tennis italiano fino a poco tempo fa la scienza ne è restata fuori?
Faccio un esempio: negli anni 70-80, l’atletica italiana produceva cultura e scienza, e venivano da altri paesi ad imparare come si organizzava l’allenamento e la tecnica di varie discipline (si andava a Brescia ad imparare gli ostacoli da Sandro Calvesi, gli AMERICANI, dico gli americani!!!, venivano a Formia ad imparare l’ allenamento della velocità da Carlo Vittori, per non parlare delle metodologie per il fondo e mezzofondo, ecc…)
Nel tennis da qualche tempo si va ad imaparare dagli argentini o dagli spagnoli come ci si deve allenare…
Non credo che in Italia mancassero le menti per creare una scuola di pensiero, probabilmente si poteva fare molto meglio già da tempo con le professionalità più adeguate in grado di poter svolgere con scienza e coscienza il loro lavoro, questo la FIT l’ha finalmente capito e con grandi sforzi si sta attivando; però di tempo se ne è perso tanto e i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

The Doc: Ok, mettiamola in un altro modo allora: sul Blog facevo una considerazione: in effetti capita molto spesso che fra Coach e Preparatore Atletico quello con maggior cultura e una laurea sia il secondo ma che la gestione del giocatore sia invece affidata al primo. In effetti la nuova angolazione potrebbe essere proprio questa, individuare chi sia il Braccio e chi la Mente nella Costruzione del Campione: il Coach, il Preparatore Atletico … o il Genitore?
The Prof.: Oggi per la costruzione di un campione il “braccio” lo individuo più nel genitore o meglio nella famiglia, perché si assume l’onere di provvedere economicamente al progetto, fa scelte di vita importanti e decisive per il futuro del ragazzo, (tipo: smettere di frequentare la scuola, trasferirsi in altro posto per l’allenamento, ecc….) ecc…
La “mente”, un buon lavoro d’equipe tra il tecnico ed il preparatore in sintonia con le aspettative e le risorse dei genitori.
Vedi, anni fa il Maestro era il detentore del verbo del tennis perché l’aveva praticato e ne conosceva la tecnica e la tattica, oggi la televisione, internet, la videoanalisi dei colpi di tutti i giocatori di alto livello, ed altri supporti tecnologici, danno la possibilità di entrare in possesso di cognizioni tecniche anche recondite di cui i genitori attenti chiedono conto ai tecnici; trovando risposte incoerenti alcune volte qualcuno crede di poter praticare il “fai da te” creando anche dei danni irreparabili.
The Doc: quindi anche tu pensi che i migliori allievi tennisti dovrebbero essere orfani? Non fare finta che un paio di anni ti e’ scappata anche con me questa frase…
The Prof: No, intanto non mi rivolgevo a te e quella era una semplice battuta che è sempre circolata nell’ambiente…
The Doc: Si, ma infelice, uno stereotipo da cui si fa fatica a distaccarsi…Ne abbiamo parlato anche a commento della Conferenza organizzata dall’Ottimo Commentucci ma mi sembra che il punto di vista dei Federali, di cui tu ormai fai parte, non si allontana dal presupposto che i Genitori devono imparare a stare al proprio posto, che cioe’ sia quello dei Genitori il Mestiere da Imparare …Il Dibattito e’ riesploso violento anche con la Cacciata dal Tempio di Tirrenia (o meglio il divieto ad accedere) di Mad Max in occasione della Convocazione di sua figlia e in concomitanza dell-impossibilita’ di Catizzone a presenziare …Commentucci da buon diplomatico ci invitava a non considerare, noi Genitori, la Federazione come un Nemico e io provocatoriamente : Ma Roberto, non l’hai ancora capito? Non siamo noi Genitori ad essere in guerra con la Federazione, e’ la Federazione che e’ in guerra con noi…
The Prof: Posso dirti quel che penso io: il trittico Coach, PA e genitori deve lavorare in sintonia, per l’obbiettivo comune, e quindi di certo il genitore deve entrare di diritto nella “squadra” per la costruzione del campione, a patto non crei pressioni sul ragazzo e che abbia la massima fiducia nel resto del team. PERCHE’ QUI NASCEREBBE IL CAPITOLO DELLA FIDUCIA…chiediamo ad un medico quanti dei suoi pazienti mettono in dubbio una diagnosi e quanti pazienti si facciano le autodiagnosi perche hanno letto su Internet, hanno sentito dire….etc etc…Io credo sia molto difficile orientarsi e affidarsi, capisco e vivo anch’io di queste difficoltà nei più svariati campi della vita. Scusa la parentesi di filosofia spicciola, ma sappiamo tutti che siamo invasi da un ignoranti, ciarlatani, e gente senza scrupoli assetata di denaro, potere, ma che ovviamente si maschera e cerca di vendersi nel miglior modo possibile. In cosa dunque posso avere fiducia?
Io personalmente cerco la coerenza, nei fatti. Bisognerebbe sempre chiedere: ”chi sei?”,”da dove vieni?”,”cosa fai?”,”perché lo fai?”.
The Doc: Ok, fai il Diplomatico-o il Filosofo- anche tu…Mi piacevi di piu’ quando ti battevi come un Don Chisciotte contro l’establishment…Torniamo su lidi piu’ sicuri: quando si comincia con la Preparazione Atletica?
The Prof: Per la Preparazione Atletica come più di una volta abbiamo detto bisogna partire da subito (4-5- 6 anni) puntualizzandola con tutta quella sequela di esercitazioni coordinative di cui l’utilità è ben conosciuta fin dagli anni 50: infatti è noto che la creazione di un ampio bagaglio motorio, nelle fasi sensibili di acquisizione, determinerà una migliore risposta nell’apprendimento della tecnica e nella conseguente capacità prestativa.
Qualunque docente serio di Ed. Fisica scolastica ne è a conoscenza e sarebbe in grado di organizzarsi a tal fine, come fa anche Catizone, per citare un professionista che viene spesso nominato nel vostro blog, che non è certo uno sprovveduto, ma non credo sia l’unico nel mondo del tennis.
Ciò per dire, ma senza banalizzare, che nulla di nuovo nel mondo dello sport è stato inserito: a tale proposito, ricordo che la “psicocinetica”, oggi cosi’ in voga nel tennis, nel calcio giovanile viene praticata da almeno 25 anni.
Per quanto riguarda le qualità motorie condizionali si può partire anche dai 13-14 anni; qualcuno inizia prima, ma queste vanno prese in esame con le dovute cautele soprattutto quando si lavora su corpi ancora in fase evolutiva con strutture, apparati e sistemi ormonali non ancora maturi.
Molti dei danni che si registrano in età adulta sono da ricondurre a metodologie non idonee applicate troppo presto. Aggiungerei che sul piano delle qualità influenzate dal patrimonio genetico, e mi riferisco soprattutto all’esplosività, c’ è poco da fare, ma tutto il resto (resistenza, rafforzamento muscolare e mobilità articolare) si può allenare anche in maniera non esasperatamente tecnica.
Per cui, in mancanza di un professionista esperto, che sarebbe sempre da avere come punto di riferimento, in teoria anche ad un semplice diplomato ISEF o anche un appassionato o un genitore coscenzioso, per veder migliorare l’allievo, basterebbe si attenesse a consigli tecnici, reperibili su internet o anche da una attenta lettura di testi topici di metodologia dell’allenamento .
The Doc: E allora la differenza fra un Preparatore bravo e uno meno bravo dove sta?
The Prof: Ci stavo arrivando: piuttosto la differenza con uno bravo sta nel fatto che quest’ultimo conosce tanti “mezzi di allenamento” e sa discriminare tra le varie tecniche, quelle più idonee per il suo allievo per portarlo ai miglioramenti possibili in tempi più brevi di applicazione, attraverso una programmazione logica dell’allenamento, evitandogli infortuni.

In generale sono convinto che i migliori PA, sono o provengano dall’atletica, nello specifico dai concorsi dell’atletica (salti e lanci) . Di certo per far migliorare un atleta di alto livello seppur di poco non basta leggere ed applicare. Credo anche che laddove non sia richiesta la prestazione fisica massimale, come nel tennis, chiunque, con titolo ISEF o affini, con un po’ conoscenze specifiche e un po’ di studio possa fare bene, ma quando si devono progettare prestazioni assolute, come ad esempio nell’atletica, allora ci vogliono conoscenze approfondite e indiscutibili capacità tecniche e molta esperienza che pochi realmente hanno.
Per riallacciarmi poi a cose che son state scritte sul blog, se uno è bravo, non è poi detto che conseguentemente e sempre, il merito gli venga riconosciuto economicamente, perché deve anche avere la fortuna, per esempio, che qualche allenatore di una buona squadra di calcio di serie A (poche), lo conosca e decida di portarlo con sè, allora è chiaro che guadagni, molto, anzi, moltissimo.
The Doc: Quindi vedo che la Teoria di Mad Max che un Preparatore Atletico per essere bravo deve guadagnare almeno 200-300.000 Euro all’anno non ti ha convinto …
The Prof: No, non mi hanno convinto; ci sono percorsi, ambizioni personali, coincidenze, bisogna sempre conoscere la persona giusta nel momento giusto: non è una facile combinazione.
Per esempio i preparatori che guadagnano quelle cifre sono nel calcio, ma il calcio è, come disse anche Trapattoni anni fa, più spettacolo, che sport. C’è molta richiesta, marketing, buissiness, investimenti da capgiro, per cui le cifre per quelli che ci sono dentro, almeno nei grandi club, lievitano fino a livelli di indecenza. Nello sport vero, quello più a dimensione umana, non esistono quei compensi. E’ fantascienza! Però possono esserci altre strade.
Nel blog avete citato il Prof.Carmelo Bosco, di cui mi pregio di essere stato collaboratore scientifico, che non ha mai fatto il PA, ma ha dato, a tutti noi, le direttive per farlo al meglio: lui ha trovato la via dell’oro costruendo e vendendo strumenti così da venire ripagato per il suo immenso sapere scientifico che altrimenti non gli avrebbe reso che qualche pubblicazione o “laurea honoris causa” in più! Chissà mai che non mi possa capitare la stessa fortuna di Bosco….
Adesso, per esempio ho creato uno strumento (Sensotouch) e l’ho corredato di un metodo che può aiutare molto nell’ allenamento per buona parte delle cose da fare nel tennis ed anche in qualche altro sport situazionale. Intanto ci stiamo lavorando io ed altri preparatori anche con atleti di alto livello, con ottimi riscontri. Il Sensotouch è il mio “uovo di Colombo”, all’improvviso mi è venuta un’idea per risolvere un’ esigenza , capisco che ho bisogno di un sistema che mi permetta di far sì che l’atleta si concentri e si muova repentinamente con qualcosa che evolva il senso del classico lavoro al cesto e simuli l’imprevedibilità della palla in partita, così assemblo le mie modeste conoscenze di elettronica e coinvolgendo un tecnico ecco che nasce un nuovo strumento specifico .Una cosa pero’ mi preme ribadire ed e’ questa: I preparatori atletici, in generale si orientano sul calcio, perchè c’è da guadagnare di più, non è pèrchè sono più bravi.
Ne conosco molti, qualcuno anche preparatissimo, ma personalmente non farei mai quella vita fatta di compromessi e di verità spesso taciute.I Preparatori Atletici che operano nel Calcio a mio modestissimo parere, non sanno niente di più di un allenatore di atletica leggera di medio livello, che di soldi invece non ne vede neanche l’ombra. Quelli che lavorano nel calcio hanno fatto una scelta professionale motivata anche da ambizioni economiche, ed alcuni hanno avuto fortuna.
Il Prof. Vittori (il grande metodologo delle corse di velocità dell’atletica italiana ed allenatore di Mennea) che è uno serio e strapreparato, nella FIDAL riceveva lo stipendio da professore di scuola col distacco dall’insegnamento, rimborsi spesa e qualche gettone di presenza. Ha provato nel calcio con la Fiorentina, ha guadagnato sicuramente di più ma poi l’hanno mandato via. Era impreparato? Non scherziamo. Sta di fatto che nell’atletica ci sta chi è appassionato di atletica e nel tennis ci sta chi è appassionato di tennis; nell’ambiente ne conosco molti seri e preparati.
Certo, bisogna avere la fortuna di incontrarli.
The Doc: Sai, La cosa buffa e’ che in pratica dici le stesse cose di Mad Max …
The Prof: E’ vero, ma infatti Max o come lo chiami tu Mad Max, non è il primo ad aver denunciato una situazione che nel tennis, almeno in Italia, dura da quando ho iniziato a fare il Preparatore Atletico cioè da 35 anni! E’ per questo che chi arriva dopo, crede di aver scoperto chissà cosa, però ci sono modi e modi… Anche Archie, che pure e’ bravo, talvolta mi fa “tenerezza” quando scrive, come se fossero rivelazioni miracolose, di teorie e metodologie che si conoscono da cent’anni! Per citare un caso, quando parla di potenza: la curva forza-velocità nello studio e sviluppo della potenza muscolare, è stata descritta da A. Hill nel 1933. Però, quanti ne tengono conto? Il fatto poi che alcune tecniche non vengano applicate è perché, purtroppo, ci sono ambienti sportivi in cui non si va di pari passo col progresso scientifico, ma questa è un’ altra storia … Hai letto che parla anche di giavellotto? E’ chiaro che chi arriva dopo spesso dice cose gia’ dette e pensate molto prima! Io tutte queste cose le avevo gia’ dette e scritte 20-30 anni fa: “progetto a lungo termine”, “preparazione atletica già dai primi momenti della attività motoria organizzata”, “la figura del Preparatore Atletico complementare al Maestro e non subordinata”, “test di controllo”, ecc… queste cose le ho gia scritte in articoli degli anni 80.
Ma allora non avevo i capelli bianchi, sinonimo di saggezza, e soprattutto non ero un tecnico di tennis.
The Doc: E quindi nessuno ti stava ad ascoltare. Secondo me ti e’ mancato un Mad Max … Della serie Catizzone e’ grande e Mad Max e’ il suo Profeta. Dovevamo incontrarci prima io e te…
The Prof: Tu sei sempre stato anche fin troppo gentile nei miei confronti ma quel che voglio dire e’ questo: insomma per allenare tennisti e crescerli bene era già tutto scritto da decenni, solo che nell’ambiente forse non avevano studiato abbastanza per applicare e non hanno dato il peso appropriato alle cose perché forse presuntuosi o furbi nello sfruttare l’ignoranza dei genitori.
Qualcuno bravo c’è, ma spesso per campare è costretto ad unire lezioni private ad allenamenti tecnici di livello. Capita poi che se arriva una qualsiasi persona che mette in pratica quanto già conosciuto, che ha la fortuna di poter lavorare nel senso giusto grazie ad una idea imprenditoriale sponsorizzata, ed ecco che grazie ai risultati ottenuti, diventa il grande guru, va avanti alla grande e riceve richieste da tutti in virtù della sua grande esperienza, che spesso nulla ha a che fare con la cultura della scienza dello sport. Tutte le cose che ho letto da alcuni di questi, poche per la verità, sono talmente elementari e scontate che non arricchiscono il panorama metodologico, e che solo in un ambiente come il tennis possono avere gran risalto. Questa affermazione non vuol essere una denigrazione nei riguardi di costoro, è solo una mia modesta constatazione dell’ambiente sportivo in cui operiamo.
The Doc: I Nomi! Vogliamo i Nomi!
The Prof: Ma no, dai… Siamo fra gentiluomini (e ride)
The Doc: il che mi ricorda una battuta di Hugo Pratt in un racconto di Corto Maltese …Ma chi e’ lei, un pirata? E Corto risponde: Noi preferiamo definirci gentiluomini di fortuna… Ci sono molti pirati nel tennis? Il Tennis e’ un ambiente di ignoranti? Nel senso che ignorano, eh…
The Prof: Guarda, direi che, come dici tu, manca o perlomeno è mancata fino ad ora la cultura da parte degli operatori da campo…e per cultura intendo quella sportiva e scientifica ma non solo … E del resto quando mai avrebbero avuto il tempo per farsela se in molti non hanno potuto studiare per correre dietro ad una pallina?


La prima volta che sentii parlare del Professor Buzzelli fu, con colpevole ritardo, solo nel 2006 quando mia moglie nell’estate prima di andare in Florida per le consuete 3 settimane alla Bollettieri decise di guardarsi intorno anche a Bologna e dopo un disarmante e infruttuoso giro per i Circoli della capoluogo felsineo si ritrovo’ alla Bologna Tennis Academy. Se Gabri’ non era rimasta granche’ impressionata dai Circoli visitati in precedenza, questa volta fu tutta un’altra storia e gran parte del merito fu anche per via dell’entusiasmo del Professor Buzzelli, da poco rientrato a pieno regime nel Tennis. Da qualche anno abbiamo preso l’abitudine di tenere nota di tutti gli allenamenti, tornei, partite e relativi comportamenti tennistici di Nicholas e sul Moleskhine Nero del 2006 Gabri’ vergava poche righe: “Pomeriggio da Cesare Zavoli alla BTA. C’e’ il Preparatore Atletico Prof Salvatore Buzzelli. Dice che Nicky e’ molto coordinato e impara a fare gli esercizi dopo solo due volte…Ho gia’ detto tutto, dice a Cesare”. Nei tre giorni successivi Nicholas avrebbe avuto un primo assaggio delle idee rivoluzionarie del Prof che infatti lo mise subito anche a lanciare il giavellotto. Poi la partenza per la Florida e il rientro in Angola dove risiedevamo a quel tempo. Il Prof l’avrei poi conosciuto di persona solo l’anno dopo quando passammo l’estate a visitare diverse Academies italiane e decidemmo di eleggere a Training Home, per quando ci trovavamo a Bologna, proprio la BTA che a quei tempi costituiva quasi un’anomalia nel panorama delle Academies o dei Circoli di Tennis italiani: aveva quasi piu’ Preparatori Atletici che Maestri di Tennis. Con Buzzelli infatti lavoravano anche altri collaboratori fra cui la figlia Elena e Emanuele Tendi. In quell’estate mi trovai a passare lunghe ore a chiaccherare col Professore e non feci fatica a trovarmi subito in sintonia con lui e a trasformare il rapporto professionale in un rapporto di amicizia. A parte il fatto che scoprimmo che oltre ad insegnare Educazione Fisica al mio vecchio liceo ginnasio di Bologna, il Marco Minghetti, avevamo molti amici in comune fra cui diversi miei vecchi compagni compagni di squadra del rugby: Marco Rondelli, anche lui poi divenuto Professore Isef,il giornalista di AutoSprint Diego Forti, l’ingegnere abruzzese …Luciano Ranieri che l’avrebbe poi aiutato a commercializzare il suo SensoTouch …, a parte questo dicevo in quelle settimane passate alla BTA venni a conoscere vita morte e miracoli del simpatico Professore e scoprii di trovarmi di fronte a un vero e proprio personaggio. Della serie: se Catizzone e’ grande e Mad Max e’ il suo Profeta, ma che dire allora del Professor Salvatore Buzzelli? Leggete e giudicate.
Dal suo Curriculum Vitae riprodotto sul suo sito (www.salvatorebuzzelli.it) veniamo a sapere che e’ nato a Castel di Sangro nei pressi di Aquila nel Dicembre del 52 ma e’ residente a Bologna dal 1972 dopo essersi diplomato in Elettronica presso l’ITIS di Chieti. A Bologna per due anni frequenta la Facoltà di Ingegneria Elettronica conseguendo tra l’altro l’attestato di Programmatore di Computer. Questa cosa e’ importante perche’ come vedremo la carriera sportiva del Prof si interseca spesso con computer ed elettronica. Dal 68 intanto aveva iniziato a praticare l’Atletica Leggera (Salto con l’asta e Decathlon) meritandosi gia’ la convocazione in Nazionale dal 70 ma nel 74 un grave incidente stradale in moto infrangeva i suoi sogni olimpici e lo costringeva ad interrompere l’attivita’ di atleta ad alto livello. A questo punto, come racconta anche sul suo sito, si trovo’di fronte alla dilemma fra un posto sicuro alla Montedison vicino a casa, a Bussi nei pressi di Chieti, oppure rimanere nell’ambiente dello Sport. Su invito del Dirigente che lo avrebbe dovuto assumere si trova a dividere un foglio bianco in due e da una parte scrivere Montedison e dall’altra Sport e ad elencare sotto ogni colonna i pro e contro assegnando a ciascuno dei punteggi. Alla fine appare chiaro ad entrambi che il futuro di Buzzelli non passava per Bussi. Perche’ non ti iscrivi all’ISEF?, gli suggerisce il Dirigente. “Era giugno del 1974-ricorda Buzzelli- frequentavo con buon profitto il secondo anno di ingegneria, avevo superato da poco un corso di programmazione per calcolatori elettronici, ero un atleta del G.S. Carabinieri di Bologna ed ero stato appena convocato per un incontro internazionale di Decathlon che si sarebbe svolto in Spagna, ed ora a causa del maledetto incidente mi trovavo a dover decidere di cambiare totalmente la mia vita.” C’era anche un altro problema problema:per entrare all’Isef bisogna superare un concorso di prove fisiche e Buzzelli era ingessato e ne avrebbe avuto per parecchi mesi. Ma “a settembre di quell’anno mi presentai al concorso, con le stampelle e con un gesso che mi bloccava l’intera gamba sinistra.Nonostante tutto mi esibii in un paio di progressioni alla sbarra e alle parallele che lasciarono allibiti gli esaminatori che seppur con riserva di una ulteriore visita ortopedica, mi ammisero e dettero inizio alla mia avventura professionale” Il Prof avrebbe poi conseguito il Diploma ISEF nel 77 trovando anche il tempo dal 78 al 90 di sostenere numerosi esami presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia di Bologna, di laurearsi in Scienze Motorie nel 2001 e di ricevere nel 2008 la Laurea Specialistica ed il titolo di “Dottore Magistrale” in “Scienza e tecnica dello Sport” presso la Facoltà di Scienze Motorie dell’ Università di Bologna.
La maggior parte di queste cose il Prof me le raccontava a tavola durante le soste per il pranzo alla BTA al Ristorantino all’aperto del Circolo Siro dove ha sede l’Academy di Zavoli, ma voi le potete leggere con ulteriore dovizia di particolari sul suo sito www.salvatorebuzzelli.it .Quel che mi preme ricordare qui sono un paio di cose e cioe’ che gia’ il 17 gennaio 1990 Buzzelli era il Relatore Unico di una conferenza su “Uso del computer nello sport” organizzata a Mantova da A.M.E.F. (Associazione Mantovana Educatori Fisici) e dal CONI Provinciale di Mantova e il 31 marzo 1990 a Canazei in un altra su “Sport, Preparazione fisica e Computer”, 9° Convegno di studio ANTIEF (Associazione Nazionale Tennisti Insegnanti Educazione Fisica). E gia’ nel 94 era l’autore di una ricerca pubblicata su Antropologia Contemporanea avente per titolo “Caratteristiche antropometriche e motorie di giovani tennisti (11-16 anni)”. Questo cosa significa? Semplicemente che Buzzelli ha ragione quando dice che lui alcune cose le diceva e le faceva prima degli altri. L’altra faccenda da sottolineare e’ l’aspetto tecnologico, direi all’avanguardia, del lavoro del Professore che ne farebbe il partner ideale di Lance Luciani, l’ex Direttore dello strategy Zone alla Bollettieri, al di la’ dell’Oceano: il Prof ha infatti al suo attivo un’impressionante numero di brevetti di marchingegni tutti atti a migliorare il lavoro di costruzione dell’atleta, tennista e non. L’ultimo e quello che forse gli donera’ la Gloria imperitura e’ il SensoTouch di cui parleremo piu’ Avanti.
Ma lasciamo raccontare al Prof come si avvicino’ al tennis e perche’ a un certo punto se ne allontano’: “Sono approdato al tennis più per caso che per reale interesse. Era l’anno in cui forzosamente ho dovuto lasciare l’atletica attiva e per mantenermi agli studi , accettai di buon grado un lavoro retribuito al Circolo Tennis Bologna come istruttore di ginnastica dei ragazzini che frequentavano la SAT (Scuola di Addestramento Tennis).Era il 1975, il tennis viveva sull’onda delle vicende e dei successi dei Quattro Moschettieri di Coppa Davis (Panatta, Bertolucci, Barazzutti e Zugarelli ), i tennisti di allora, non assomigliavano affatto per costituzione e qualità fisiche agli atleti di ambo i sessi che attualmente vediamo disputare gli incontri, e soprattutto, visti i costi, era praticato principalmente da chi se lo poteva permettere!Naturalmente, colsi al volo l’occasione che mi si era prospettata e volli imparare a giocare.Ricordo la disperazione e al contempo la pazienza del M° Marcello Monetti che ogni giorno, prima di iniziare i corsi, mi dedicava un quarto d’ora per farmi capire che non avevo in mano una clava, e che mi ripeteva all’infinito “Morbido. Quel braccio va tenuto morbido!”.Su due cose però non aveva nulla da ridire: la mia capacità di arrivare su palle impossibili, e soprattutto sulla mia battuta naturale ed esplosiva che, anche se assomigliava molto al gesto del lancio del giavellotto, faceva uscire dal piatto corde della mia racchetta bordate incredibili al punto che alcuni giocatori ne approfittavano per allenarsi con me nella risposta al servizio.” A un certo punto piu’ per amicizia che per altro Buzzelli comincia ad occuparsi della Preparazione atletica di Mario Piuk di Gorizia,detto Plix, aiutandolo a diventare un prima categoria, ma fu con un altro goriziano, detto Zoc (sic!), che inizio’ davvero ad occuparsi di preparazione specifica per il tennis. Zoc, ovvero il Maestro Alessandro Zoccoletto, era venuto ad insegnare a Bologna, e avendo sentito raccontare di Buzzelli dal suo amico Plix,lo volle nel suo Circolo come preparatore atletico.Con Zoccoletto che era un altro spirito ribelle come lui e un dissacratore della liturgia che governava il Tempio Sacro del Tennis di quei tempi, Buzzelli ebbe modo di capire ed approfondire nuove soluzioni tecniche ed applicare sistemi di allenamento più consoni e moderni “ E’ a lui, che mi ha lasciato operare con tranquillità e che per primo ha creduto fermamente nelle mie idee, che va la mia gratitudine”. Buzzelli comincio’ a suggerire che anche per i tennisti era giunto il momento di applicare le metodologie di allenamento più raffinate dell’atletica leggera trasportandone i concetti fondamentali nella pratica quotidiana.”Le parole “programmare”, “periodizzare”, “finalizzare”, “tappe speciali”, ricorda il Prof, facevano da sottofondo a tutti i nostri discorsi tecnici. Zoccoletto mi permise, cosa più unica che rara a quei tempi, di intervenire durante le fasi dell’addestramento tecnico in campo per esempio con l’utilizzo di cinture zavorrate di vario peso, per allenare in maniera specifica la forza resistente, e con l’uso di corde elastiche per far acquisire la sensazione di spinta avanti durante l’esecuzione dei colpi.Fuori dal campo, la palla medica e la relativa metodica della policoncorrenza esplosiva erano diventate il mio cavallo di battaglia, e non ultimo insegnavo ai miei allievi anche a lanciare il giavellotto.”
Come per tutti i portatori di novità, il Prof si attiro’ critiche e pregiudizi. Soprattutto quando comincio’ a teorizzare l’allenamento alla velocità e alla forza esplosiva piuttosto che alle massicce dosi di lavoro aerobico come metodica di preparazione fondamentale per un tennista che volesse emergere. “Sostenevo con veemenza verbale le mie tesi e le documentavo con statistiche e studi che mettevano in relazione i gesti motori in rapporto alle frequenze cardiache che i tennisti facevano registrare durante le partite” ricorda Buzzelli e quando nel 1984 finalmente fu possibile utilizzare un computer, il Prof realizzo’ un vecchio sogno che consisteva nell’elaborazione di piani di allenamento personalizzato frutto dall’analisi dei risultati ottenuti nell’esecuzione di una batteria di test che sondavano le qualità motorie a 360 gradi.Il software proposto per quei tempi era una novità assoluta, e il metodo operativo si rivelò rivoluzionario, tant’è che riviste specializzate del settore, tra tutte il mensile “MATCH BALL”, ne pubblicarono alcuni articoli a riguardo e molti maestri di tennis lo invitarono nei propri circoli per avere una collaborazione esterna . “Tra i tanti ragazzi che sono cresciuti sportivamente affidandosi a questo mio metodo, mi piace ricordare quello che per certi versi è stata la “prima cavia” , Davide Scala, a cui ho dedicato molto della mia vita professionale e che ha ampiamente ripagato il mio operato approdando prima alla Nazionale e in seguito al n° 117 della classifica mondiale ATP – ricorda Buzzelli e continua- “Nel 1988, prima che divenisse di uso comune, sperimentai con il mio amico Dr. Vittorio Roncagli il “Visual Training”, proponendolo ai miei allievi come ulteriore metodica di allenamento per lo sviluppo delle qualità ideosensomotorie.
Per dare ulteriore risalto e credibilità al mio lavoro mi attivai anche presso l’Istituto di Antropologia dell’Università di Bologna per promuovere e realizzare alcune ricerche scientifiche relative alle caratteristiche somatiche e funzionali dei giocatori di tennis, culminate con pubblicazioni di un certo rilievo su riviste internazionali.Sempre in quegli anni ho seguito la preparazione fisica di Omar Camporese, che ottenne la sua prima convocazione come titolare in Coppa Davis e la posizione n° 50 della graduatoria mondiale ATP, e di Massimiliano Narducci (n°70 ATP) altro Davisman che in seguito ho affiancato nell’insegnamento presso la sua Scuola Tennis di Imola nel 1995”


The Doc: Poi succede qualcosa e il Prof si allontana momentaneamente dal Tennis. Ce ne vuoi parlare?
The Prof: Avevo rallentato gli impegni col tennis già dal ’93 per la delusione che provavo nel vedere che l’ambiente non dava segnali evoluzionistici, ed anche perché avevo conosciuto di persona il Prof. Carmelo Bosco, quindi colsi l’occasione di affiancarlo in alcuni suoi progetti di ricerca che mi portavano via molto tempo. In quel periodo ho approfondito conoscenze specifiche dedicandomi allo studio della fisiologia applicata all’esercizio fisico, ho conseguito una laurea e sono tornanto ad allenare in atletica, in particolare occupandomi dal 2002 di una lanciatrice di disco di livello internazionale. Devo dire che ogni tanto mi piace staccare per dedicarmi anche ai miei interessi di, lasciami passare i termini, inventore e ricercatore, grazie al fatto che ho la mia “scuolina” e sono uno che si accontenta. Però se dovesse capitarmi l’occasione di diventare ricco e famoso, non mi tiro indietro, ma senza compromessi.
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The Doc: Nel Tennis rientri quasi dieci anni dopo con l’esperienza alla BTA di Cesare Zavoli e poi mettendoti in proprio collaborando con vari atleti e con altri Coaches fra cui il suo vecchio allievo Scala, fino alla ultima piu’ recente avventura: la creazione di una tua Academy, il Centro Tecnico per l’Allenamento Ottimale. Che cosa era successo nel frattempo per farti ritornare al Tennis?
The Prof: Sono ritornato al tennis perché un grande amore non si scorda mai, accettando una richiesta di un genitore che voleva per i suoi due figli tennisti, un preparatore atletico personale. Nel contatto con l’ambiente mi accorsi che nulla era cambiato dai tempi in cui avevo lasciato!!! quindi sono ridisceso in campo, consapevole che il mio patrimonio di esperienza, gli aggiornamenti, ed anche le mie ”vecchie“ teorie ed i miei strumenti, paradossalmente fossero ancora validi ed attuali in un ambiente che non si è mai mosso, sperando anche che possano essere recepiti, aprezzati, valorizzati ed inoltre trasferiti a giovani entusiasti e studiosi di cui questo mondo ha bisogno.
The Doc: E con Zavoli che cosa non ha funzionato?
The Prof: Abbiamo avuto incomprensioni e divergenze di vedute come può succedere in un rapporto di lavoro, ma ora tramite anche Tatiana Garbin, ci siamo spiegati ; va a lui la mia simpatia, ma ognuno persegue le proprie strade ed i propri traguardi in linea con le rispettive esigenze.
The Doc: Cosa hai fatto in questo ultimo anno da quando hai lasciato la BTA?
The Prof: La passata stagione ho collaborato col Maestro Albertini seguendo in particolare Gigi Neri, che ogni tanto tu citi come confronto con tuo figlio, e collaborando con vari circoli tennis bolognesi, avendo sempre in mente di crearmi una “mia realtà tecnica” che si è concretizzata quest’anno.Insieme al mio ex allievo Davide Scala (ora ottimo coach) ho seguito la preparazione atletica di Enrico Burzi che in sette mesi di lavoro si è portato dalla posizione 988 a 425 ATP. Il senso del lavoro fisico svolto con lui è tutto nelle parole che Enrico ha voluto dedicarmi a fine stagione:”Ho lavorato la metà ed ho ottenuto il doppio!”. 
Nel 2008 mi sono occupato della preparazione atletica di Tathiana Garbin Anastasia Grymalska esperienze di grande livello tecnico che mi hanno regalato grandissime soddisfazioni professionali e personali.
The Doc: A questo punto la decisione di aprire il Centro Tecnico per l’allenamento Ottimale? Un nome piu’ semplice, no? Io l’avrei chiamato What’s The Buzz? (E riga sotto: Centro Tecnico etc etc) Di cosa si tratta esattamente?
The Prof: Di un centro dove ho tutto quello che mi serve (palestra, campi, attrezzature varie ed anche un vero palazzetto dello sport) per poter allenare chi mi chiede aiuto, secondo le mie teorie ed i miei metodi. Come spesso qualcuno di voi cita “non esiste l’allenamento perfetto per tutti, ma esiste un allenamento perfetto per te.” Ed io preferisco dire “Ottimale per te” da questo il nome al Centro Tecnico.In più, nella mia struttura, ho la possibilità di ospitare in comode stanze chi viene da fuori Bologna e di utilizzare un ristorante interno a prezzi contenuti. Ho in programma anche convegni e tavole rotonde su argomenti di cultura sportiva, ed in particolare su tematiche tennistiche .
The Doc: Abbiamo accennato a piu’ riprese a questo strumento infernale, ma molto colorato, chiamato SensoTouch. Qualche figlio del Blog, incluso Nicholas, l’ha gia’ provato. Di cosa si tratta esattamente ?
The Prof: rimanderei al sito per la spegazione sia alla ricerca scientifica che ho condotto.
The Doc: Eh no, cavolo…qualcosa ce la dici qui e subito se no salta l’intervista…
The Prof: D’accordo, ma in due parole:
Lo stumento serve sia per valutare alcuni aspetti delle qualità sensomotorie, come i tempi di reazione (reazione semplice o complessa, argomento della mia ricerca scientifica) sia per allenare aspetti psicocinetici e relativi all’ attenzione e al mantenimento della concentrazione.
Come ultima opzione ma non ultima per importanza, utilizzando il Sensotouch, è possibile allenare specificamente anche aspetti tecnici e metabolici (appoggi, spostamenti, velocità, potenza e capacità dei sistemi energetici, ecc…)Nell’ultimo anno l’ho utilizzato anche per studiare un metodo di valutazione funzionale per il tennista, da cui è nato un test specifico. Insomma un laboratorio scientifico ed anche un “mezzo di allenamento” di semplice utilizzo, importante per il tennis, e non solo.
The Doc: Ritornando ai nostri discorsi da Blog: Catizzone e’ grande e Mad Max e’ il suo Profeta : al di la’ dell’ammirevole devozione di Max e della sua tendenza all’iperbole, e’ indubbio che Max ha avuto un grande merito, quello di portare i Fedeli ai piedi della Montagna visto che la Montagna non si muoveva … Non ritieni che invece di criticare e bastonare chi come lui o Archie comunque riesce a far filtrare l’importanza del messaggio (in questo caso L’Importanza della Preparazione Atletica) sarebbe piu’ opportuno dialogare? Non so se hai letto ma di recente e’ saltato fuori che Max non puo’ accompagnare la Figlia convocata ad un Raduno Nazionale in quanto non e’ Coach o Preparatore… Catizzone non puo’ andare e quindi Alessia o va da sola o non ci va…Lo ritieni giusto? Non sarebbe piu’ giusto interrompere il Dialogo solo con chi si comporta male e non sulla base corporativa …In fondo qual e’ l’obiettivo, il bene comune? Valutare il giocatore/trice e suggerire eventualmente come migliorare. Ergo: Aiutare l’Allievo/a a migliorare …E se non puoi comunicare questi suggerimenti a chi segue il giocatore (cane, negro, ebreo, comunista, genitore che sia) cosa ci rimane dell’esperienza?…
The Prof: Credo che i tecnici federali debbano relazionare e confrontarsi con chi realmente segue la ragazza, se in questo caso il Coach è il suo papà, non mi sentirei, se fossi nei federali, di negare questa partecipazione al raduno, inoltre invierei anche una lettera tecnica a Catizone che è impossibilitato ad essere presente in quanto colui che garantisce e sovrintende l’organizzazione e la qualità dell’allenamento.
Ma se la regola inderogabile è che bisogna avere un titolo specifico, allora bisogna che Max si adegui e per ora soprassieda.
L’altra possibilità per Max è quella di decidere di andare avanti per la sua strada: il tempo sentenzierà; in fondo, se non ricordo male aveva proclamato in più riprese, che per il suo progetto con Alessia, non avrebbe voluto aver bisogno della Federazione. Secondo me, se resta sul fronte della coerenza, la cosa gli farebbe solo onore.
The Doc: A proposito di Catizzone, so che ogni tanto con vi sentite,avevate anche in progetto di fare qualcosa insieme che cosa mi puoi dire di lui? Che fine ha fatto il Cat-Buzz? Eravamo troppo pochi per rendere plausibile lo sforzo da un punto di vista economico?
The Prof: So che il Prof. Catizzone è straimpegnato, pensa che a volte non riusciamo neanche a rispettare gli appuntamenti telefonici : come dice Max, e come ho letto in una intervista a Giovanni, allena in una squadra di pallavolo e in una di basket feminile , segue una squadra di calcio in serie C, ha una scuola di tennis a Castellanza, insegna a scuola, insegna a Scienze Motorie, segue la figlia d Max, …. difficile per lui trovare il tempo….di sicuro è un profondo conoscitore della materia e Max ha fatto bene ad affidarvisi. Un personaggio di grande spessore tecnico e umano.
The Doc: Avvicinandoci alla conclusione, domanda banale ma d’obbligo: come lo vedi il futuro prossimo del tennis italiano? Tu dal 2007 sei Responsabile Tecnico della Preparazione Atletica del Comitato Regionale FIT Emilia e Romagna e per esempio l’anno scorso sei stato
il Relatore Unico a Piacenza di una Conferenza organizzata dal Comitato regionale FIT dal titolo “Preparazione Fisica dagli 8 ai 14 anni” …
The Prof: Si stanno ponendo le basi per un salto di qualità. Ti posso solo aggiungere che nei giorni scorsi sono stato con Giovanni Paolisso e Matteo Evani, due tecnici nazionali, a Correggio e Faenza dove abbiamo dato inizio ai lavori del nostro Centro Periferico Regionale di Allenamento. Questi Centri, fortemente voluti dal Presidente Binaghi, rappresentano un primo passo importante verso il decentramento tecnico.Nelle due sedi, abbiamo strutturato allenamenti collegiali (se ne faranno 2 al mese) per alcuni dei migliori 97 – 98 maschi e femmine (in tutto 15) dell’ Emilia e Romagna.
Io sono il responsabile della PA.
Bè devo dirti che allenandoli, ma ne ero già consapevole da quando nei mesi passati, avevo eseguito i test per il Comitato Regionale, son venute fuori tutte le problematiche legate alla PA che in pratica solo la meta’ di questi ragazzi ha inserito nel proprio programma di allenamento con regolarità . Per gli altri è arabo e si vede. In compenso con noi hanno fatto 2 giorni di allenamento serio ed intenso come dovrebbe essere fatto normalmente.
I più scadenti dal punto di vista fisico soprattutto sul versante coordinativo, sono quelli più forti tecnicamente! A conferma che nel tennis giovanile in certe realtà non ci si preoccupa di porre serie basi per il futuro dei ragazzi e ci si accontenta del risultato immediato. Quasi tutto quello che gli ho fatto fare è risultato una novità!!! Alcuni genitori presenti, prendevano appunti sulle esercitazioni che abbiamo svolto e questo mi fa capire che riporteranno ai maestri oppure faranno come fate voi di Genitori & Figli: saranno loro a scendere in campo e farsi carico della cosa. Come dicevi tu, del resto: se la Montagna non va a Maometto … Comunque qualcosa si sta muovendo, speriamo…
The Doc: Non so se ci stai seguendo ma in questi giorni io e mia moglie siamo in guerra con l’intero dipartimento di Preparazione Atletica dell’IMG e, funny enough, siamo supportati dai Coaches di Tennis anche se sottobanco. Motivo del contendere e’ l’inadeguata Preparazione Atletica che invece un tempo prima di essere ‘appaltata’all’IPI (che la provvede a tutte le discipline sportive all’interno dell’IMG) era invece uno dei pezzi forti del Programma. Per esempio mia moglie e’ andata Out of Balistic, fuori di testa, proprio ieri perche’ uno dei PA continuava a pretendere che Nicholas afferrasse al volo la palla medica di sei libbre anziche’ lasciarla rimbalzare a terra …Questa era una cosa di cui insieme a tante altre mi ero lamentato anche nella mia famosa 7 pages letter…Vorrei avere una tua opinione al riguardo: essendo il throw, il lancio, il tema dell’esercizio non e’ piu’ ‘safe’, sicuro dal rischio infortuni, lasciare la palla rimbalzare prima di afferrarla?
The Prof: E’ indubbio che per afferrare al volo circa 3 Kg sarebbe richiesto un fisico già maturo o sufficientemente strutturato oltre ad una tecnica di presa con ammortizzamento di gambe e braccia. Sicuramente a 10-12 anni è sempre meglio utilizzare o carichi più leggeri (1 Kg massimo 1,5 Kg) o far rimbalzare la palla prima della presa.
The Doc: Vorrei chiudere con un invito a tutti I Genitori che seguono la mia Rubrica su Spaziotennis a procurarsi la famosa videocassette ora riconvertita in DVD che il Prof Buzzelli realizzo’ nel 97 con il titolo “ La preparazione atletica del tennista”. E’ un MUST per quei Genitori che come Bogar si apprestano ad accompagnare i propri figli lungo il tortuoso e periglioso cammino che dai campetti sottocasa o della SAT li dovrebbe poi portare alle soglie di futures e challenger se non di un Grande Slam. Non deve essere acquistato con l’idea di sostituire o rimpiazzare il Preparatore Atletico ma e’ secondo me il supporto ideale per poi andare per esempio da Catizzone o da un altro Preparatore Atletico o dallo stesso Buzzelli e capire cosa vi stanno dicendo e facendo fare. Ci puoi dire qualcosa al riguardo?
The Prof: Intanto grazie per questa pubblicità peraltro non concordata. Mah, e’ stato un lavoro lungo, interrotto piu’ volte e poi ripreso e infatti lo si vede da come sono invecchiati i protagonisti del video, me compreso… Questa VHS trasformato in DVD, ancora attuale soprattutto per tennisti oltre la pubertà, in pratica era la sintesi di tutto il lavoro svolto nei miei primi vent’anni di carriera che ha avuto anche un significato affettivo per me: l’ho voluto realizzare con mia figlia Elena come protagonista, per lasciarle un ricordo tangibile di me, che mio malgrado, per dedicarmi ai miei allievi, l’ho forse un po’ trascurata nel suo iter sportivo. Comunque Elena, e lo dico con grande orgoglio perché la ragazza si è fatta da sola, che nel 2004 si è laureata in Scienze Motorie studiando ad Jyvaskyla (Finlandia, nell’Università dove aveva insegnato il mio amico Carmelo Bosco), è diventata Maestra di Sci e quando non lavora sui monti dell’Alpe di Siusi è la mia assidua collaboratrice nella Preparazione Fisica di tennisti ed altri atleti di vari sport. Ed e’ infatti merito , o qualcuno pensera’ colpa, sua se nel 2004 ho ripreso ad allenare tennisti e sono rientrato nel mondo del tennis che è sempre affascinante, anche se ancora in notevole ritardo, almeno in Italia.

 

Seguono alcuni dei 202 commenti scritti dai bloggers.

202 Responses to “TGF 6 – What’s The Buzz? Gli Incontri di Tennis Genitori & Figli: Salvatore Buzzelli”

1. Mauro g&f Says:
gennaio 19th, 2010 at 11:46
Articolo molto bello che offre tantissimi spunti, fra qualche mese magari si può fare qualcosa del genere col Prof. Catizone e magari qualcosa del genere con maestri e dirigenti vari del mondo del tennis.
Piuttosto due cose, una è come e dove acquistare il dvd del Prof. Buzzelli citato nell’articolo, e la seconda è una domanda a lui diretta e ciò come applicare nel tennis la psicocinstetica. Grazie
2. stefano grazia Says:
gennaio 19th, 2010 at 12:22
In attesa di una risposta piu’ precisa del Prof, ti suggerisco comunque-per quel che riguarda il DVD- di controllare l’Home Page del sito http://www.salvatorebuzzelli.it. Io sono da qualche anno il fortunato possessore de La Preparazione Atletica del Tennista donatomi da Buzzelli prima ancora di metterlo in circolazione come DVD Il video era nato come VHS e quindi non contiene informazioni per esempio riguardanti il SensoTouch o altre diavolerie moderne ma e’ sicuramente utilissimo per farsi delle cognizioni di base e quindi riuscire a recepire meglio quello che poi un buon Preparatore Atletico vi dira’. Fa parte del concetto che comunque per dialogare con Coach e PA bisogna anche studiare un po’, non per sostituirsi a loro ma per valutarne meglio l’operato o semplicemente per capire di cosa stanno parlando.
Io per esempio non sono d’accordissimo col Prof quando scrive che il Genitore e’ IL BRACCIO. Per me il Genitore Ideale resta comunque LA MENTE nel senso che e’ lui-ALMENO ALL’INIZIO, fino ai 12-14 anni- il punto di riferimento di tutte le persone coinvolte nel Team, il manager assemblatore dei vari pezzi, colui che sceglie e valuta e piu’ e’ colto (intellettualmente e sportivamente) e preparato piu’ sara’ obiettivo e critico anche nei confronti di se stesso.  Ritornando all’articolo sul Prof, spero che la sua lunghezza non scoraggi i lettori perche’ credo davvero, come dice Mauro, che sia ricco di spunti meritevoli di discussione …
3. federico di carlo Says:
gennaio 19th, 2010 at 13:51
Ciao Mauro
la psicocinetica è una scienza che studia le relazioni tra la mente ed il movimento. Il movimento proprio (propriocettività), degli avversari (anticipazione)ed in relazione ad una situazione (intelligenza motoria). L’allenamento psicocinetico tende sostanzialmente a velocizzare ed ottimizzare le risposte mentali agli stimoli (scelte operative) attraverso l’allenamento di situazioni (tecnico, tattiche etc) di gioco similari o più complesse rispetto a quelle che si hanno in un contesto ufficiale.
        6. gabri Says:
        gennaio 19th, 2010 at 16:51
Bellissima l’ intervista all’amico Salvatore! Ho con lui avuto fin da subito un ‘bond’ come si dice in inglese, una intesa, dal nostro primo incontro alla Bologna Tennis Accademy dove sono bastate poche parole e ho capito che parlavamo la stessa lingua. E approposito di lingua e’ un peccato che questi articoli non siano in inglese!
15. Salvatore Buzzelli Says:
gennaio 20th, 2010 at 00:41
@ Mauro g&f
Il DVD è richiedibile a questo indirizzo e-mail: mariotesti@alice.it
Il video tratta i seguenti contenuti:
Considerazioni metodologiche sull’impostazione dell’allenamento
Individuazione delle qualità fisiche fondamentali del tennista
Meccanismi bio-energetici primari
Test di verifica e controllo: organici e neuromuscolari
Programmazione annuale dell’allenamento
Esercitazioni per lo sviluppo della resistenza
Esercitazioni per lo sviluppo della forza
Circuiti di potenziamento
Policoncorrenza con palla medica
Esercitazioni per lo sviluppo delle capacità d’accelerazione
Esercitazioni di compensazione
Per la psicocinetica, Federico di Carlo ha dato una spiegazione sintetica e chiara circa il l’origine di questa metodica didattica, a cui non credo sia necessario aggiungere altro.
Nella pratica si possono organizzare esercitazioni sia generali sia specifiche che stimolino l’aspetto razionale del movimento, l’attenzione e soprattutto nel tennis il mantenimento della concentrazione.
Le esercitazioni possibili, che io preferisco chiamare percettivo-dinamiche, presuppongono stimolazioni sensoriali (di tipo visivo od acustico) che obbligano l’allievo al movimento ragionato, che in ultima analisi tendono a velocizzare i tempi di risposta motoria fino all’acquisizione della capacità di saper, “leggere” un’azione dell’avversario prima che si realizzi: la famosa “anticipazione”.
Nell’organizzazione del lavoro psicocinetico bisogna definire gli obiettivi che si vogliono perseguire, aver chiare le capacità da utilizzare ed inserire esercizi con difficoltà graduale.
I tempi di applicazione per ogni esercizio possono essere anche relativamente lunghi (5-10 minuti , naturalmente dipende dall’età) e l’allenamento dovrebbe contemplarne al massimo 4-5 per un totale di 20-30 minuti di lavoro .
Il lavoro psicocinetico può essere svolto anche nelle sedute di lavoro atletico, ed è indicato anche agli agonisti di tutte le età.
Vediamo qualche semplicissima indicazione pratica per spiegare meglio:
-Utilizzando stimoli visivi : nel campo da tennis si possono adoperare palline colorate a cui far seguire un determinato colpo, o creare degli schemi a tema, per esempio indirizzando il colpo in una determinata direzione in base al punto di stazionamento nel campo dell’istruttore (che si sposta mentre lancia la pallina all’allievo).
- Utilizzando stimoli acustici : con suoni di diversa intensità si possono richiedere particolari movimenti predeterminati, per esempio far eseguire uno scatto in avanti dalla riga di fondo campo se ne viene emesso uno “grave” (che dovrebbe essre associato ad una smorzata) oppure due passi indietro se ne viene emesso uno acuto ( associato ad un colpo lungo eseguito in top-spin).
Insomma in questo tipo di allenamento anche la fantasia dell’istruttore viene coinvolta nell’inventare ed assegnare le varie esercitazioni, ed alla fine ne risulterà una esperienza motoria divertente ed al tempo stesso molto funzionale al giovane tennista e allo sviluppo del suo gioco.
Forse mai come in questo caso il detto “ludendo, intelligere” calza a pennello.
Per approfondire l’argomento le consiglio “Educare Col Movimento. Esercizi Di Psicocinetica Per Ragazzi Da 5 A 12 Anni” di Jean Le Boulch .
16. bogar67 Says:
gennaio 20th, 2010 at 12:47
@gentile Professor Buzzelli, il sensotocuh è già in vendita? posso scrivere sempre a mariotesti@alice.it per avere maggiore info?
Mi pare sul sito non vi è nulla al riguardo
salvatorebuzzelli.it/sensotouch.html
se i costi sono accessibili e lo strumento interessa al mio preparatore atletico sarei più interessato del suo libro consigliato da Stefano. Non so se lei ha seguito in passato qualche mio post. In generale cmq mia figlia:
è nata nel settembre 2004, gioca e si diverte tantissimo a tennis da quando non aveva ancora compiuto 4 anni. Ha imparato prestissimo ad andare in bici senza le rotelline e nuota da quando aveva 2 anni. Ha già toccato la terra per vacanza e divertimento di tre continenti diversi. Si adatta a nuovi giochi con relativi compagni anche di nazionalità diversa con estrema facilità.
Il programma “stilato” da me genitore e dal maestro durante la settimana è il seguente:
Martedì: 1 ora atletica – 1 ora tennis (tre allievi)
Mercoledì: 45 minuti nuoto
Giovedì:1 ora atletica – 1 ora tennis (tre allievi)
Venerdì: 1 ora tennis (individuale)
Il programma non stilato da nessuno ma richiesto dalla bimba medio nel senso che a volte si fa e a volte no è il seguente:
Lunedì 1 ora di tennis
Sabato: 30 minuti bicicletta – 1,30 tennis
Domenica: 30 minuti bicicletta – 10 minuti giochi vari – 1,30 tennis
Per il prossimo anno volevo da “stilato” spostare il nuoto al sabato, aggiungere due ore in due giorni diversi di danza classica ed aumentare di un’altra ora divisa in due giorni il tennis. Seguo la teoria della multidisciplina e non della specializzazione, giusto ieri osservavo la schiena di mia figlia e mi rendevo conto che quei 45 minuti di nuoto a settimana sono utilissimi.
Grazie per una cortese risposta sul sensotouch.
17. stefano grazia Says:
gennaio 20th, 2010 at 13:37
Mentre continuo a sollecitare una valanga di commenti (Bogar67 & Co invece di chiedere a me, Max e Archie dovrebbero approffittare della presenza del Prof per fare tutte quelle domande sulla Preparazione Atletica che l’articolo, bello o brutto, dovrebbe avere stimolato), in un’altra area del Blog a commento della disastrosa spedizione italiota in OZ,Atti secondo me giustamente notava:

21. Salvatore Buzzelli Says:
gennaio 20th, 2010 at 16:22
@bogar
L’indirizzo mail mariotesti@alice.it è solo per il DVD.
Per il Sesotouch, che per ora si può prenotare, me ne sto occupando io, e per le altre informazioni a riguardo la prego quindi di contattarmi via mail a salvatorebuzzelli@virgilio.it
Vedo molto bene l’idea di integrare con la danza, forse meglio nelle forme moderne, più dinamiche. Comunque multilateralità giocosa, almeno per ora.
22. stefano grazia Says:
gennaio 20th, 2010 at 17:10
@Bogar:
Comunque dopo averti detto bravo per essere intervenuto (e mi sarei stupito del contrario) ti devo anche affettuosamente tirare le orecchie quando scrivi a proposito del SensoTouch:”se i costi sono accessibili e lo strumento interessa al mio preparatore atletico sarei più interessato del suo libro consigliato da Stefano.”                                   Tirare le orecchie perche’ prima di comprare un SensoTouch uno dovrebbe guardarsi il DVD (non il libro ma anche se fosse stato un libro andava bene) per capire di cosa si parla quando si parla di Preparazione atletica del Tennista. Costa sicuramente meno del Senso touch e almeno ti da le basi per poter poi parlare col tuo Preparatore e capire di cosa sta parlando.
POI si passa a comprare il Senso Touch.
In uno dei prossimi articoli magari presto scrivero’ a proposito dei TESTI SACRI DEL GENITORE DI UN GIOVANE TENNISTA …
23. bogar67 Says:
gennaio 20th, 2010 at 17:18
Grazie gentile Professore, ho girato il link con il suo curriculum e la sua “invenzione” al mio maestro il quale da poco restio per le innovazioni è passato alla sperimentazione in Sat della Videoanalisi in poco tempo. Vedo cosa ne pensa lui che è un maestro nazionale con aggiunta di diploma ISEF (anche se lascia la parte della preparazione atletica ad altro collega diplomato) e le farò sapere. Al maestro ho ribadito il concetto espresso qui un pò da tutti e cioè che pur non interferendo sul suo lavoro, mia figlia va cresciuta con il trittico maestro, preparatore atletico e genitore. Per la danza, mi interessa quella che più sviluppa le capacità coordinative ma non appesentisca nello stesso tempo la muscolatura bloccando lo sviluppo in altezza. Mia figlia cmq in altezza è al di sopra dello standard normale in riferimento agli altri coetanei sardi che si sa sono per la maggioranza piuttosto bassi. Da formule ricavate via web che lasciano il tempo che trovano siamo cmq su uno sviluppo ad 1,75-1,78 cm di altezza che in campo femminile rappresentano una buona altezza. In questo momento più che aspetto tecnico-atletico (vista l’età) ciò che mi fa entusiasmare è sicuramente il fatto che mia figlia affronta questa disciplina con una passione incredibile, starebbe ore ed ore a giocare a tennis.
25. bogar67 Says:
gennaio 20th, 2010 at 17:30
ah dvd no libro, vedi Stefano che mi manca concentrazione, è quello che mi ripeto in campo quando gli avversari mi fanno la prima di servizio. Penso ad altro e mia moglie pure quante volte a casa mi ripete ma mi stai a sentire? sarà la vecchiaia ma ho solo 42 anni accidenti!
26. bogar67 Says:
gennaio 20th, 2010 at 17:45
Ho fatto mente locale perchè pensavo al libro, avevo fatto una ricerca su quanto aveva scritto il Professore “Per approfondire l’argomento le consiglio “Educare Col Movimento. Esercizi Di Psicocinetica Per Ragazzi Da 5 A 12 Anni” di Jean Le Boulch” sui siti dove ero andato e mettono in vendita il libro ci sta scritto di difficile reperibilità.
27. giorgio-giorgio Says:
gennaio 20th, 2010 at 19:41
@ Madmax
Visto che si parla di preparazione fisica e di Preparatori fisici, vorrei fare qualche precisazione su questa frase: “E su Giovanni si lui saltuariamente tiene dei cosrsi per la Fit.. E dice anche che ci sono degli asini fuori misura..” da te scritta nel post n. 103 del precedente articolo. E precisamente:
- il prof. Catizzone ha tenuto solo poche ore di lezione nei corsi organizzati dalla FIT, per sostituire il prof. Brunetti, in un corso di formazione per Istr. di 2° livello, sviluppando una parte della materia Teoria dell’Allenamento;
- era prevista una sua lezione nell’ultimo corso per Preparatore Fisico di tennis di 2° grado, ma poi il corso non si è svolto;
- ha, altresì, collaborato con altri due professori nellalla stesura di due dei tre volumetti stampati, alla fine degli anni ‘90, nell’ambito del progetto “Sport a scuola”.
Questa, almeno per adesso, è stata la collaborazione Catizzone-FIT! Potrai sicuramente dire che per questo la FIT si trova in …………………, ma non era come avevi scritto tu ed una precisazione era d’obbligo!
Oltretutto, pur non riuscendo a capire a quali corsi si riferiva avendo fatto in tutto poche ore di lezione per la FIT, mi meraviglia come un professionista serio come Catizzone possa essersi espresso nella maniera così a dir poco “elegante” (”asini fuori misura”) visto che oltretutto si riferiva a suoi stessi colleghi (diplomati ISEF o laureati in Scienze motorie)! Un arcano che, comunque, mi farò spiegare dallo stesso interessato!
30. Madmax Says:
gennaio 20th, 2010 at 21:31
@Giorgio
Rispondo a te giusto perchè per farlo sono sufficienti solo delle precisazioni che non creereanno problemi.. Infatti d’ora in poi non penso nemmeno di scrivere più visto che purtroppo per dirla tutta fino in fondo ci sarebbero da scrivere cose anche poco carine indirizzate a persone perbene che però in quanto tali non devo per forza considerarle anche brave professionali o dargli ragione a prescindere, perciò che ognuno si tenga le proprie convinzioni dopo di che tra un po’ di anni ne riparleremo..
Nello specifico di Giovanni ovviamente non so a cosa o chi chi si riferisse, so solo che mi parlava di corsi tenuti alcuni anni fa, quali e quando non lo so (appunto chiedi a lui quando lo vedi), quel che è certo che non ho nessun dubbio a credergli in toto..
Rigardo invece al mio post 104 del 17 gennaio, era chiaramente in risposta al post di Nicoxia che affermava che i maestri per dar qualità devono essere pagati profumatamente. In teoria dovrebbe essere così, ma per la mia esperienza e con i maestri incontrati, conosciuti, che ho frequentato e con cui mi sono confrontato posso tranquillamente dire che in Italia la qualità non viene mai data del 99% dei casi..
E non ti preoccupare che quando ci sarà occasione lo chiederò direttamente a Renato come può accadere che in soli tre mesi un genitore possa fare un così eclatante cambiamento…
E poi come ora anche tu dici che i risultati non contano? Ora che Alessia sta cominciando a vincere?
I risultati ora non contano come non contavano prima e come non conteranno nei prossimi due anni sia che vinca sia che perda, anche se senza ombra di dubbio più andremo avanti e più vincerà…
40. stefano grazia Says:
gennaio 21st, 2010 at 00:33
Anche se mantiene quel tono che confonde l’ironia col sarcasmo e, se mi permette, quella convinzione che la Federazione abbia ragione a prescindere che secondo me è appunto “a prescindere” errata (come è errato pensare che abbiano sempre ragione a prescindere i genitori, ovvio), una cosa questa volta Giorgio Giorgio detto anche Giorgionso (almeno passerò alla storia per i nicknames!) l’ha detta giusta: anche io trovo strano che dopo un articolo così Mad Max (ma anche Archie…) non trovino l’uzzo nemmeno di fare un post … A volte si scrivono 100 posts in seguito a uno spunto minimo, questa volta ci sarebbero cento spunti e non scrive nessuno … Anzi, Mad Max fa capire di essere stato turbato e che non scriverà nemmeno più che è meglio … E’ successo qualcosa? Ho scritto qualcosa di offensivo? Tra l’altro non mi sembra che si siano dette cose, anche da parte del Prof, contro Max o Catizzone, ANZI …Per cui non capisco: mi spiegate per favore?
Mi sembrava anche di essere stato in prima fila nel criticare la decisione di escludere,ancora ‘a prescindere’, Max in quanto genitore (negro ebreo comunista) da Tirrenia (a proposito, come è poi andata? Ci siete andati o no?) e invece questo silenzio, a seguito di un articolo su un Preparatore Atletico che non sia Catizzone, causa un gelo? Io un articolo su Catizzone lo scriverei molto volentieri…Ovviamente non appena lo conoscerò e se lui vorrà mai aprirsi con me come ha fatto il Prof Buzzelli.Col quale comunque non mi è sembrato certo di essere servile, anzi … Così come ospiterei volentieri nella ‘mia’ rubrica, che del tutto mia poi non è ,un articolo scritto da Max, sia ben chiaro. A me semmai piacerebbe metterli tutti e due nello stesso posto, il Prof e Catizzone, e parlare con loro e cercare di capire dove sarebbero diversi almeno secondo quello che dice Max. Perchè a me poi tanto diversi non sembrano. Ma è vero che io ne conosco solo uno. Comunque, magari ho completamente frainteso, ma stavolta non capisco perchè Max te la saresti presa… e poi con chi? Con il Prof? Con me?
No, davvero,capisco Ted che fa l’economista e il Talent Scout e di Preparazione Atletica non gli può forse fregar di meno a meno di non mettere in discussione l’IMG, ma gli Altri? Anche se l’articolo fosse stato scritto da bestia conterrebbe comunque materiale per ,almeno secondo i nostri standards, 500 posts…
Mah, vome diceva Manfredi in Riusciranno i nostri eroi …: “siete strani voi bianchi …”
43. Madmax Says:
gennaio 21st, 2010 at 01:23
No Stefano non hai scritto nulla di offensivo contro nessuno e anche il Prof. Buzzelli è stato molto genitile e signore direi… Ma infatti è questo il problema!! :)
Comunque in verità almeno da quello che ho letto le differenze ci sono eccome anche il solo modo di vedere le cose mi sembra, ma questa è la vita, però credo che ora ognuno debba seguire le sue idee tanto in tre anni non mi sembra che qualcuno abbia cambiato idea… Ci sarà sempre chi pensa che sia giusto non far lavorare molto da piccoli, come ci sarà sempre qualcuno che pensa che in generale si possa lavorare meno anche dopo o chi sempre crederà nel giavellotto (e questo è solo così tanto per dire non certo in relazione alla famosa polemica..)… Perciò per non ferire nessuno preferisco starmene zitto che tanto ho già parlato fin troppo…
46. Pinot Says:
gennaio 21st, 2010 at 10:26
In un momento topico per la crescita del pargolo ho incontrato, grazie anche a questo blog, il professor Buzzelli.
Lele ne è stato entusiasta (e mi ha detto di salutare calorosamente e di riferire che continua ad impegnarsi). In un momento in cui la funzione vicariante del genitore, rispetto alla sat, è stata messa in atto, il conforto tecnico e la consulenza di Salvatore Buzzelli è stata per me determinante. Come definirlo, preparatore atletico, studioso, inventore, collega padre? A me è sembrata una persona nobile e tanto basta.
Il bambino ha provato il SensoTouch ed oltre che apparecchio per la valutazione dei riflessi, della rapidità e della capacità di differenziazione, mi sembra un apparecchio utile all’allenamento. Penso che una buona pubblicità ed un’ampia diffusione potrebbe farne uno strumento economico ed alla portata di tutti gli atleti e, perché no, potrebbe essere uno dei regali utili ( più dei vari nintendo in circolazione) per il Natale…
47. Gus Says:
gennaio 21st, 2010 at 10:36
Posto anche qui, approfittando della presenza del Prof. (che saluto e ringrazio per l’interessamento di qualche tempo fa), una mia riflessione postata sul altro thread.
Minitennis si/no
Mental training/body language
Preparazione Atletica
Il problema in G&F è stato frutto di lunghissime discussioni ma sempre interessanti.
Da una parte occorre capire cosa fare e poi decidere come.
Dobbiamo cominciare ad avvicinare allo sport tutti i bambini che invece, solitamente, cominciano molto più avanti.
Quindi allargare la base degli sportivi, ma non dai 13/14 in poi, purtroppo le fasi sensibili per alcune capacità sono già passate.
Non credo sia fondamentale, ma questo è un mio punto di vista, che a 5/6 anni inizino con il tennis. E’ invece fondamentale iniziare ad allenare le capacità coordinative da subito (5 anni) e questo si può fare meglio con dei passaggi programmati (anche facendo tennis, ma almeno nei primi anni, assolutamente non solo).
Multilateralità estensiva dai 5 per 3-4 anni
Multilateralità orientata dagli 8/9 anni per 2
Multilateralità mirata dai 9 anni per 2-3
Multilateralità specializzata dai 14
Il Centro di qualificazione nazionale di volley ha recentemente modificato i propri protocolli formativi(aggiornando obbligatoriamente tutti gli istruttori) chiedendo a tutti gli allenatori dei settori giovanili di evitare assolutamente la “specializzazione precoce” che secondo dati e studi recenti sui risultati degli atleti di vertice di varie età ci sta portando ad un peggioramento delle capacità motorie e conseguentemente anche di quelle tecniche, con relativo peggioramento dei risultati.
Come spesso dice Max, attenzione perché non esistono metodi “statici” che funzioneranno per sempre, ma metodi “dinamici” e studi che vanno continuamente aggiornati prevedendo cosa succederà nei prossimi 10/15 anni e non lavorare solo su cosa si fa oggi.
Un ragazzo che oggi a 5 anni inizia il suo percorso sportivo, raggiungerà il professionismo tra circa 15 anni.
Oggi, ad esempio, si da molto importanza ai coach (giustamente, sia chiaro), ma lo stesso Piatti ha rivelato in più occasioni di come lui possa intervenire solo parzialmente sugli errori di percorso compiuti su un atleta.
Quindi si può dire che si deve lavorare inizialmente su due aspetti:
Portare al gioco organizzato/sport quanti più bambini è possibile il prima possibile
Avere in tutti i settori giovanili di tutti gli sport dei formatori giovanili che sappiano cosa fare e conoscano le basi dell’allenamento ottimale. Perché di tutti: perché deve diventare “facile” per un ragazzo decidere di giocare a tennis anche a dieci/undici anni, ma non si devono essere persi gli anni precedenti, altrimenti ciao peppe.
Gus.
48. stefano grazia Says:
gennaio 21st, 2010 at 10:51
Ok, Max, sono contento della spiegazione e pur rispettando le tue decisioni, decisioni che ho piu’ volte preso del resto anch’io, continuo a non capirle almeno in questo momento…Cioe’ ‘chi ha scritto cosa’ per farti cambiare idea in un momento invece in cui mi sembravi abbastanza felice di come stavano andando le cose e disponibile a trasmettere la tua esperienza agli altri… Confesso che il tuo silenzio mi dispiacerebbe soprattutto per due motici: uno, perche’ mi toglie circa 1/3 dei commenti e io sono stimolato a scrivere dai commenti altrui due, e piu’ importante del primo, e’ perche’ non ho mai nascosto di aver imparato molto anch’io attraverso di te e non perche’ tu mi abbia insegnato qualcosa di specifico ma perche’ mi hai stimolato, talora anche facendomi incazzare, ad approfondire certe cose…altre volte sono state semplici informazioni o il confronto di vissuti diversi ma anche simili…
Che poi ci siano modi diversi di pensare su determinate cose e che Catizzone non sia un entusiasta del giavellotto,come ci e’ sembrato di capire, non mi sembra poi cosi’ grave alla resa dei conti … Perche’ poi si da l’impressione che si parla solo quando le cose vanno bene e quando uno non parla piu’ e’ perche’ e’ successo qualcosa, il figlio/a ne ha combinata qualcuna oppure ha deluso al tal torneo oppure ha manifestato un calo di entusiasmo … E invece e’ nei momenti bui che uno dovrebbe scrivere di piu’, un po’ per ricevere aiuto e conforto,un po’ per dimostrare onesta’ intellettuale e un po’ soprattutto per far vedere che questo su e giu’ per la la Val Camonica fa parte del percorso… (Non sto dicendo che e’ il tuo caso, sto parlando in generale ora…)
55. stefano baraldo Says:
gennaio 21st, 2010 at 14:15
ho letto con piacere!
soprattutto perchè Salvatore è davvero speciale!!!! devo ringraziare G&F perchè mi ha permesso di ricontattare il Prof.Buzzelli dopo un bel po’…. il risultato è che ci siamo visti spesso ed ho avuto il privilegio di testare il suo Senso Touch versione “prototipo”!!! Ormai lo utilizzo costantemente!!! Sinceramente potrei fare a meno di tanti mezzi (come la pressa o il castello, addirittura gli ostacoli), ma del Senso Touch ne sentirei davvero la mancanza!
Lo uso con Starace, la Kleybanova, Tenconi, Miccini, ma in particolare con Flavia sono riuscito a spingere la macchina al limite!
Grazie SuperProf.
56. Roberto Commentucci Says:
gennaio 21st, 2010 at 14:30
Un ringraziamento ad augusto per la stima.
Avevamo già fatto qualcosa del genere circa un anno fa, inviando un documento di proposta a Supertennis. Da lì nacque l’idea della conferenza che organizzai su Minitennis e salute dei bambini, tra l’altro.
Cercherò di condensare le ulteriori proposte nel frattempo emerse in un nuovo documento e poi faremo una “consultazione pubblica”. Datemi un pò di tempo.
Grandissimo Stefano Baraldo che torna a trovarci. Lancio pubblicamente una proposta: ma far usare il Sensotouch a Bolelli, per allenarlo sulla reattività in risposta?
Non si potrebbe mostrare ’sto Sensotouch a Panichi e organizzare un meeting fra Marco e il prof. Buzzelli?
61. stefano grazia Says:
gennaio 21st, 2010 at 16:24
Nel ringraziare Augusto e nel salutare Stefano Baraldo che ci e’ tornato a trovare dopo lunga assenza (sapevo che non avrebbe resistito all’esca Buzzelli…), voglio farvi notare che la ‘vecchia’ Tatiana Garbin vince al terzo 6/0 contro, correggetemi se sbaglio, una ragazzina di tot anni piu’ giovane dimostrando perlomeno una staordinaria tenuta atletica, merito senz’altro del suo Preparatore che (eheheh) da Ottobre e’ di nuovo il Prof Buzzelli, almeno quando Tax e’ a Bologna… Prego il Prof di confermare (su, non fare il timidone …) … Bolelli, che e’ di Budrio, potrebbe davvero fare un salto a trovare il Prof e a provare il SensoTouch … credo pero’ che non basti una seduta… bisognerebbe impopstare almeno almeno tutta la sessione invernale… In effetti il SensoTouch una volta che si potessero contenere i prezzi dovrebbe essere implementato nelle academies e comprato dai Personal Coaches e perche’ no anche da qualche folle genitore … (Bisogna vedere se di questi tempi pero’ te lo fanno portare sull’aereo ….)
78. Pinot Says:
gennaio 22nd, 2010 at 13:18
L’altra questione riguarda l’impatto della palla dura sulla racchetta e la forza opposta da un braccio in accrescimento e il prof. Buzzelli, mi pare, abbia elaborato con precisione i dati…e siccome di tratta di ore e ore di allenamento settimanale…come la mettiamo?
83. Archipedro Says:
gennaio 22nd, 2010 at 15:40
Stefano, effettivamente sono in malattia. Io per primo avevo invitato Buzzelli a scrivere sul blog ritenendo la sua presenza un’opportunità per i neofiti della PA: se poi i genitori che ti leggono non sono stimolati dai contenuti dell’intervista, e si preoccupano solo dei “tornei” di “tennis” U8, perché questo considerano agonismo… Tennis italiano, appunto.
Mi evochi spesso, direi troppo in presenza d’una frase del tipo… “anche Archie, che pure e’ bravo, talvolta mi fa “tenerezza” quando scrive, come se fossero rivelazioni miracolose, di teorie e metodologie che si conoscono da cent’anni!”… Un’occasione di silenzio persa.
Ma ho promesso di non polemizzare, e non lo farò… La chiudiamo qui?
85. stefano grazia Says:
gennaio 22nd, 2010 at 15:49
Scusa Archie ma non l’ho mica scritto io: l’ha scritta Buzzelli,io facevo le domande e lui rispondeva via email…Anzi, qualche domanda l’ho fatta sulle sue email… io ho solo riportato…Dovevo correggerlo,censurarlo?
86. Archipedro Says:
gennaio 22nd, 2010 at 16:02
Beh, sarà pleonastico dirlo, ma nel mondo della scienza il tempo non scorre al contrario… quello che si credeva vero trent’anni fa magari oggi non lo é più. Quello che é vero oggi, per chi se lo vuole e se lo sa studiare, é, appunto, la realtà dei fatti… Ed i vari Cometti, Starosta, Bisciotti… non hanno certo smesso di fare pubblicazioni…
88. stefano grazia Says:
gennaio 22nd, 2010 at 16:17
E poi, Archie, Il Prof scrive che sei pure bravo…Io aggiungo ‘e permaloso’. Maddai, mettiti nei panni di Buzzelli ‘che le palle ancor gli girano’ … Poi e’ vero che come disse John Wayne in un Dollaro d’Onore chi e’ bravo non sente il dovere di dimostrarlo, ma questo succede solo nei film … io mi sarei invece aspettato soprattutto da te e anche da Max un bel contributo al dibattito …Per cui rimango perplesso ma se devo essere sincero fino in fondo non troppo sorpreso.
89. Archipedro Says:
gennaio 22nd, 2010 at 16:31
Ed io sono rimasto sorpreso, illo tempore, dei contenuti dell’Apologia del Comandante, firmata da tua moglie… provochi (ad arte?) frizioni inutili… e poi lei va a cercare la malizia altrove… hai bisogno di questo per passare alla storia? Perchè semplicemente non accetti la biodiversità?
p.s. La chiudiamo qui? :-)
90. stefano grazia Says:
gennaio 22nd, 2010 at 16:41
Indirizzato da qualcuno sul tuo blog ho letto che hai scritto di noi dandoci come al solito del monocorde e censodopati …Io credo invece che la differenza fondamentale fra me e te, fra noi e voi, sia questa: che se io o mio figlio non riusciamo sara’ solo perche’ non siamo stati abbastanza bravi e non perche’ e’ colpa del sistema o guarda, alla fine non abbiamo nemmeno voluto perche’ se avessimo voluto …
Tu hai tutte le ragioni del mondo nello stigmatizzare lo spreco e l’arroganza dei ricchi ma dire che sfuggono alla competizione mi sembra fuorviante…ma come, ti abbiamo sempre invitato a far giocare tuo figlio coi suoi coetanei e a farlo partecipare a tornei …Pero’ se uno vuole giocare a tennis mica per forza deve sfidare tuo figlio nei 400 metri…Comunque confesso che ho letto di fretta e quindi potrei avere frainteso…il problema qui e’ che se ognuno ha il suo blog e scrive solo sul suo (ed e’,ci mancherebbe, un suo diritto si finisce per frammentarsi ed isolarsi ed e’ un peccato…nessun uomo e’ un isola diceva John Donne all’inizio di Per chi suona la campana ed e’ per questo che ho sempre resistito alla tentazione di crearmi il mio blog …Come ho gia’ spiegato piu’ volte per riuscire a scrivere devo avere l’impressione che almeno qualcuno mi legga …
Sul fatto che ‘nel mondo della scienza il tempo non scorre al contrario… quello che si credeva vero trent’anni fa magari oggi non lo é più’ magari ti rispondera’ il Prof ma io credo che lui volesse sottolineare che le cose che si dicono adesso lui le diceva gia’ prima…Che siano vere o no, quelle lo lascio decidere agli altri…Il dibattito magari avrebbe dovuto/potuto vertere proprio su questo…Mi sembra che Baraldo sia stato molto significativo al riguardo.
94. Archipedro Says:
gennaio 22nd, 2010 at 17:03
“Censodopati” nel vostro tennis, ovviamente. Perché se il piccolo non diventerà olimpionico della pallavolo (o dell’atletica) sarà solo ed esclusivamente colpa mia. A ben pensarci… sarà colpa mia in tutti i casi… lo è sempre stata… :-)
E questo blog, dai, mi pare abbastanza…. “tuo”…
Io la chiuderei qui… :-)
105. stefano grazia Says:
gennaio 22nd, 2010 at 23:15
PRECISAZIONE:Se Buzzelli, Catizzone o Baraldo mi danno il programma io posso farlo eseguire a mio figlio…Se Piatti, Sartori, Caperchi mi danno un programma tennistico magari potrei non essere in grado di farlo eseguire anche se magari, alla Bollettieri, potrei essere in grado di vedere cose che voi umani non potete nemmeno immaginare…
Alla Bollettieri qui è inteso ‘come se fossi un Bollettieri’ e non alla Bollettieri intesa come Academy…(Solito Inciso: Bollettieri non saprà giocare ma forse qualcosa in questi anni l’ha imparata anche lui, se l’ho imparata anch’io attraverso mio figlio figuriamoci lui attraverso Krickstein, arias, agassi,Courier, sampras, seles, Kournikova, williams Sis, Jankovic, e anche Rios e Becker e la Pierce che non erano prodotti suoi ma insomma un po’ di ore con loro sul campo le ha passate… Quindi alla fine quello che dice lui non sarà diverso da quello che dicono e vedono altri coaches meno rinomati ma non si può nemmeno dargli del cioccolataio come continuano a fare in Italia …Certo, se uno ragiona sempre col principio che il coach è il Maestro bravo che sa palleggiare e ti mette la palla lì dove ne hai bisogno…Quello è il palleggiatore, è il feeder…Si dice che Lansdorp fosse ANCHE un eccellente feeder, benissimo … Ma non si può catalogare il termine Tennis Coach riducendolo ad una singoladefinizione…Per questo continuo a ritenere che in determinati casi il tuo miglior Coach possa davvero essere il tuo genitore …Dipende da cosa si inende per Coach)
106. stefano baraldo Says:
gennaio 23rd, 2010 at 01:02
NO PROBLEM: SIAMO SOLO 100MILA ANNI DIETRO LA FRANCIA! :(
ci manca la tradizione! quindi la formazione! quindi l’educazione! quindi la base! quindi la selezione! quindi i risultati! quindi la fiducia ai tecnici!
in pratica: se per ogni Coach che si rispetti c’è un giocatore vero: la proporzione tra Italia e Francia è …… 1:6.
Chiedo conferma/smentita/correzione
107. Archipedro Says:
gennaio 23rd, 2010 at 01:44
Ok Stefano, tanto il tempo non mi manca. Però il commento lo faccio a modo mio. E quindi indiretto: non sulle persone, o sulle macchine che non conosco, ma sul mio modo di concepire la PA.
Naturalmente sono per la competenza. E mi viene ottimo l’esempio di Paolo Casarsa, ex olimpionico e secondo decatleta nazionale di sempre, di cui ho scritto sul mio blogghino… un ragazzone del ‘75, sempre allenato (vedi un po’) dal padre…
Se voi foste appassionati d’atletica (o di PA) come lo siete di tennis non sareste forse interessati a far allenare vostro figlio da un agonista che lanciava il famoso giavellotto a m.70, o correva i 110 hs in 14”, o saltava m.4.90 nell’asta senza neppure essere uno specialista? O preferireste un giovanetto laureato in scienze motorie? Partireste dalle certezze empiriche o dai massimi sistemi accademici?
Beh, formalmente Paolo non potrebbe esservi d’aiuto, salvo scorciatoie federali… perché non credo sia in possesso del famoso corso base della FIDAL… quello per passare il quale devi sapere quant’è lungo il giro di pista… ed ovviamente pagare.
Altro esempio. Si dice che un allenatore – giocatore d’alto livello sia raro: Milan Slambor, per due anni a Udine, giocava alzatore ed allenava la mia squadra. Ed ha notevolmente rivoluzionato, anni 1983-1984, la nostra preparazione atletica applicata alla pallavolo. Ma, inutile dirlo, non era (che io sappia) laureato ISEF.
Ci faceva fare molta pliometria, in discesa ed anche in salita, ed è stato il primo a farmi provare la famosa pedana (di Bosco?) per il test di Sargent… siccome sulle gradonate non si potevano (allora) misurare i millisecondi di ogni appoggio, stimo che lui non sapesse se la stiffness del riflesso miotatico avvenisse sopra o sotto i 150-160 msec… immagino che gli bastasse verificare che i rimbalzi fossero, ad occhio, sufficientemente impulsivi e rapidi…
Il risultato empirico di questi metodi “grezzi” (di circa 30 anni fa) fu, per me diciassettenne, altrettanto concreto: poter staccare dalla lunetta del tiro libero e schiacciare a canestro… vincere i campionati studenteschi di salto in alto allievi senza allenamento specifico e rincorsa, con cm.25 di differenziale… diventare un giocatore nel giro della serie A2… un agonista, ma solo in potenza, ovviamente… :-)
Ecco quindi il commento: benissimo la scienza, necessari gli approfondimenti teorici, indispensabili a volte le consulenze più onerose… ma non dimentichiamoci mai che lo sport non si progetta solo a tavolino… Lo sport è sperimentazione soggettiva. E responsabilità individuale, con reali margini di rischio e fallimenti laceranti.
Da chi vi fate calcolare il rischio… per vostro figlio? Da uno che non ha mai calcato un campo in vita sua? Solo perché vi intorta con paroloni? Da un cognome famoso? Dalle certificazioni federali? Dalle lobbies? Dai procacciatori di sponsor?
Il prof. Buzzelli rende un servizio ai genitori di questo blog, e va rispettato nella sua competenza. Un rispetto che si deve a tutte le persone di buona volontà. :-)
113. Gus Says:
gennaio 23rd, 2010 at 17:24
@federico:
quindi il prof. buzzelli ha telefonato a te per chiederti allarmatissimo di fermarmi e non farmi fare allenamento ai ragazzini su cose che non conosco.
Il Prof. se è così allarmato che io possa far danni ha la mia mail (visto che ci siamo scritti qualche tempo fa) che qui ripeto così evitiamo incomprensioni: gustavo.gallotti@alice.it.
Per il resto sono a disposizione per imparare qualsiasi cosa mi venga insegnato, nonj sono permaloso e posso garantire a tutti che prima di fare danno piuttosto non faccio nulla. Mi sembra strano che su alcune cose che mi sembrano di assoluto buon senso, visto che non sono io che ho parlato di iperspecializzazione precoce che mi sembra un pò più difficile da allenare. Io ho scritto qualcosa che è praticamente la stessa di Stefano per cui mi immagino che anche Stefano sia sotto osservazione.
Cmq sono pronto a qualsiasi critica e osservazione, ci mancherebbe. Al Prof. dico di stare tranquillo che di danni non ne faccio. :-)
123. Archipedro Says:
gennaio 23rd, 2010 at 21:05
Sono malato, e quindi straparlo.
Ed allora penso che quando ti rompi il tendine d’Achille (7/2008) dici… “Eh no, non può essere, quasi cammino normalmente…”. Ed invece lo è. Perché il polpaccio non serve per camminare, ma per sollevare il tallone da terra. Poi, in convalescenza, vai su youtube e ci trovi il prof.Vittori che fa lezione a degli specializzandi in scienze motorie, credo, e spiega loro, a modo suo, che “tallone-punta” non serve a niente… serve “punta (quasi tallone) punta”… insomma, per i velocisti ci vuole la stiffness… e poi pensi ai ballerini, che saltano parecchio e non sanno cos’é la pliometria… chi ha inventato il balletto? Quando?
p.s. Non a caso le scarpe da velocità hanno i chiodi davanti e nulla per il tallone… Non a caso. Nessuno ha mai corso i m.100 sui talloni… Però Vittori era veramente un grande, anche con studentelli inesperti, non foss’altro per l’accento diretto. E per la sua capacità di mettere tutto in discussione…
Questo è l’ultimo paragrafo d’un suo scritto che ho inserito nel mio blogghino esattamente un anno fa… in onore d’un vero grande tecnico.
“L’intenzione è quella di stimolare un confronto senza pregiudizi ma che partorisca idee ed esperienze comuni per andare oltre, a disegnare un futuro più partecipato, dopo un ventennio di silenzioso oscurantismo culturale, favorito dalla incapacità di una buona parte dei responsabili che hanno gestito la nostra Atletica”.
Scrivi Atletica ed intendi anche Tennis…? :-)

Per il tuo progetto Francesco CG, no le elementari… ti serve l’asilo.
E poi degli ostacolini, un vortex, delle corde elastiche, racchettine, palloncini, un saccone, un prato in erba rasata… fantasia, intelligenza, buon senso, fuona fede. Soprattutto buona fede. :-)
133. stefano baraldo Says:
gennaio 25th, 2010 at 01:48
campi pubblici nei parchi pubblici attrezzati!
le aree verdi in Italia servono solo a portare i cani afare i bisogni!
al Meridione c’é un clima pazzesco!!
I circoli ai soci! Il Tennis a tutti!
134. andrew Says:
gennaio 25th, 2010 at 09:40
StefanoBaraldo…
ti aspetto nei campi pubblici di Marchesane, a Bassano (VI), per promuovere fattivamente questa tua idea…
Porta anche Starace (non Storace), che una racchetta in più serve sempre…
Il pranzo lo offro io…
139. federico di carlo Says:
gennaio 25th, 2010 at 12:25
X Stefano,
se nel mio post è passata l’impressione che la tel del prof Buzzelli sia stata fatta appositamente per ribadire alcune sue posizioni mi scuso con tutti i partecipanti del blog. Il prof. mi ha fatto una telefonata di cortesia all’interno della quale, tra i tanti discorsi abbiamo anche parlato di…….. Ho ovviamente omesso di parlare delle nostre cose sul blog per cui può essere apparso che il prof mi avesse telefonato soltanto per esprimere le sue preoccupazioni. Purtroppo comunicare per iscritto non è mai facile. Spesso anche le buone intenzioni vengono fraintese……. :-(
160. stefano baraldo Says:
gennaio 26th, 2010 at 02:24
haha @ Andrew,
non travisiamo per favore…. ovviamente ti ringrazio dell’invito, ma forse non mi sono spiegato come si deve. Abbi pazienza…
io metto già in pratica quanto ho scritto dal momento in cui: sono un libero professionista con tanto di titoli universitari ecc,,,poi se vogliamo parlare di risultati… bah questi li dovrebbero ricordare gli altri e non io!
quindi nei campi comunali ci vengo se nel rispetto di un accordo professionale…
non è ho lavorato solo con Potito sia chiaro…cmq se ti capita una volta ogni tanto di passare dei giorni di vacanza a vedere da spettatore il grande tennis ricordati che ci sono spesso anche io… ok non pago il biglietto diciamo così…ma magari ci potremmo incontrare con piu’ probabilità in tali contesti!
Vorrei ribadire che avrei piacere di vedere piu’ ragazzi giocare a tennis e meglio! poi che siano allenati da genitori o da coach professionisti non mi interessa proprio! e’ ovvio che in linea di massima se esistono i professionisti devono per forza di cose esistere anche i dilettanti… che si tratti di giocatori come di allenatori!
Andrew, ti ringrazio ma non ho sinceramente bisogno che mi offri possibilità di vetrina gratuitamente se è questo che intendi.
Cerca di essere piu chiaro perchè i toni allusori con me non attaccano.
ma quali purificazioni e bagni di umiltà e metafore. ma soprattutto: ma campi di rieducazione????? vabè, ho già sprecato troppo tempo.
161. Il canarino Says:
gennaio 26th, 2010 at 04:04
Si inizia con l’intervista a un preparatore atletico che sostiene che facendo lavorare la metà si può ottenere il doppio dei risultati (da domani provo a andare meno in ufficio così mi pagheranno il doppio, ma a parte questo io fossi nel Prof. mi sarei domandato con chi aveva lavorato in precedenza l’atleta) e si chiude con il post scritto da un altro preparatore atletico il quale si commenta da solo soprattutto quando parla di risultati e di accordi professionali. Dall’altra parte invece si parla di professionisti che devono pagare per fare il loro lavoro..
Praticamente il mondo alla rovescia.
Ecco quindi che se qualcuno si domandava ancora perchè i risultati in Italia non arrivano, ha ricevuto più di una esaudiente risposta.
In poche parole, non ci resta che piangere..
Saluti
162. Archipedro Says:
gennaio 26th, 2010 at 09:24
Andrew, conosco indirettamente papà Luciano Baraldo, perché gareggia per la mia stessa società d’atletica a livello master (grande discobolo): è genuino uomo di sport, tecnico dell’atletica, politico… insomma volto noto in Friuli. Tra l’altro ogni anno organizza il Meeting Internazionale Atletica Leggera “Senza Confini” di Tarvisio, ed è quindi persona concreta, del fare.
Poi è vero, da quando sono entrato nella Fidal Provinciale mi sono meglio reso conto delle rigidità del sistema, autoreferenziale e conservativo… ma se i tecnici hanno una colpa é, al limite, quella di non saper creare ambienti accattivanti con metodologie “giovani”… nonostante si tratti, in generale, di persone esperte, che conoscono i settori disciplinari, e che lontano dalla “piccola patria” ottengono ottimi risultati…
Evitiamo contrapposizioni che non favoriscono la circolazione delle buone idee… dai… :-)
p.s. Oggi rivedrò il “mio” ex cadetto (15 anni ai C.I.di Viareggio 2000) da quasi m.7 nel lungo. E mi farò ripetere quant’ero bravo, e quanto allora si poteva fare senza titoli formali… :-)
163. andrew Says:
gennaio 26th, 2010 at 09:48
StefanoBaraldo & Archipedro…
Riformulo il mio pensiero in termini spero chiari:
StefanoBaraldo è intervenuto un paio di volte sostenendo l’importanza di portare il tennis nei campi pubblici, di perseguire una politica del “tennis per tutti!”.
Io sono d’accordissimo e sono felice che anche tra chi vive il tennis di livello da vicino sia sentita questa esigenza.
Proprio per questo, lo invito a “perdere” una domenica per promuovere direttamente queste sue/mie idee su due campi da tennis pubblici. Io desidero “usarlo” per le mie iniziative ed essere “usato” da lui.
Scusa StefanoBaraldo se ho usato parole poco chiare.
164. stefano baraldo Says:
gennaio 26th, 2010 at 10:15
nono voi siete veramente messi male nella testa!
CURATEVI.
ADIOS
167. Salvatore Buzzelli Says:
gennaio 26th, 2010 at 11:39
@ il canarino
… e infatti mi ero chiesto come aveva lavorato prima il mio allievo e soprattutto con chi!
Risposta dell’allievo: Con il mio ex PA ho passato lunghi periodi a fare ripetute e ripetute di tutti i tipi, sui 1000, 3000, ecc….ho fatto delle fatiche immani ” e soprattutto perso caratteristiche motorie impostantissime per il tennis, aggiungo io che avevo avuto quest’allievo all’età di 10 anni e già evidenziava all’ergojump 33cm di elevazione (in contromovimento) il che vuol dire forza esposiva ad ottimi livelli con tutto quello che ne consegue.
Lo riprendo a 24 anni di età e nel test di elevazione ottiene meno di 40 cm!!!!!!!!! Un valore scarso e comunque non in linea con quello che ci si sarebbe aspettato. Com’era possibile un’involuzione così marcata, con valori eccellenti riscontrati a 10 anni?
In pratica tutta la quantità di lavoro principalmente aerobico aveva fenotipizzato le caratteristiche muscolari esplosive in caratteristiche resistenti, con conseguente perdita di potenza|||||
Ecco quindi che in 6 mesi di lavoro personalizzato sulle caratteristiche dell’allievo e funzionali al tennis, si è riportato sui valori ottimi di forza esplosiva (oltre i 50 cm di elevazione). Inoltre nonostante non percorresse più di 20m lineari o “spezzati” di corsa (sempre alla massima velocità, però) in serie e ripetizioni che non totalizzavano mai più di 700-800m, e senza aver mai fatto lavoro aerobico puro (quindi lunghi tempi di apllicazione) con sedute che non duravano mai più di 80-90 minuti , quando vinceva al terzo set, mi riferiva di ottime condizioni e sensazioni fisiche. Insomma come aveva detto lui, lavorava la metà rispetto a prima e otteneva il doppio in termini di risultati. In pratica si allenava in maniera metodologicamente opposta ma più redditizia. …. Questo per ribadire che non basta allenare tanto per…, ma il PA deve saper discriminare tra le varie metodiche e sceglire quella più adatta alla persona in relazione allo sport che fa.
Vorrei anche ricordare che tempi lunghi di allenamento anche duro, logorano l’organismo, facilitano gli infortuni e riducono la longevità agonistica.
171. Il canarino Says:
gennaio 26th, 2010 at 12:19
@Prof. Buzzelli
E scusi un preparatore atletico che fa ripetere più volte i 3.000 metri ad un tennista lei lo considera un P.A.? Quell’atleta sarebbe migliorato anche se si fose allenato da solo sotto casa o al parco! :)
173. Salvatore Buzzelli Says:
gennaio 26th, 2010 at 13:04
@ il canarino
…. è quello che ho pensato anch’io, poi però nel frattempo il mio allievo che in quei 6 mesi è arrivao da 988 a 420 ATP, nell’anno successivo è approdato a 265 ATP….
Voglio dire, quanto tempo prima avrebbe potuto arrivarci se seguito meglio, quanti infortuni avrebbe evitato, dove sarebbe potuto arrivare in realtà?
174. Madmax Says:
gennaio 26th, 2010 at 13:21
Vi voglio rendere partecipi di come mestamente si è concluso l’affare Tirrenia/Alessia/papà coach..
Per andare incontro alla federazione ho scritto una mail ai responsabili dicendo che questa volta l’avrei mandata con il maestro di Zanchi ma che sarebbe anche stata l’ultima volta che l’avrei mandata senza che io potessi seguirla. Ho scritto anche che se questo fosse stato un problema che pensavano in seguito di non poter risolvere sarebbe stato meglio convocare un’altra bambina che ne aveva più bisogno e che riteneva la convocazione fondamentale e che magari avesse anche un genitore meno rompiscatole..
Infatti Giovanni si era forse liberato (ha gli scrutini e l’avrebbe saputo stamattina) e ci sarebbe andato ma dopo aver parlato con i responsabili mi ha anche detto che per la crescita della bambina non era certo fondamentale…Mandare lui a fargli perder tempo due giorni ovviamente aveva un costo (per via che i raduni sono gratuiti)..
A questo punto mentre prima mi contattavano direttamente stamattina ho ricevuto una telefonata del maestro di Zanchi che mi invitava a mandare il fax a Tirrenia con la mia rinuncia..
Insomma, finale degno di persone meschine e senza alcuno spessore, dove alla fine l’unica che doveva essere messa al centro dell’attenzione e che ci ha rimesso (nel senso che lei ci teneva ad andare) è stata una bambina di 11 anni..
Chapeu
N.B. Ovviamente vi rimando tutti a Striscia la Notizia tra qualche anno, allora si che ne sentirete delle belle!! :)
Come vede Prof. Buzzelli io sono molto coerente..
176. Il canarino Says:
gennaio 26th, 2010 at 13:28
Guardi Salvatore l’unica cosa che mi viene da pensare è dove sarebbe arrivato il ragazzo se solo avesse lavorato tanto e bene, perchè se lavora poco è ovvio che più in là della duecentesima posizione del ranking non può arrivare e con questa classifica può ambire al massimo a fare il maestro..
187. Salvatore Buzzelli Says:
gennaio 26th, 2010 at 17:18
@ il canarino
… di certo in un anno e mezzo è approdato ad una posizione che prima se la sognava! Sicuramente ci poteva arrivare prima se lo avessero fatto lavorare nella giusta direzione.
Poi se con quella posizione ci può fare solo il maestro, questa è un’altra storia.
tornando a noi, io non ho mai detto che si deve lavorare poco.
“Poco” è un parametro aleatorio, come anche “molto”.
Per quanto mi riguarda io dico che bisogna lavorare il “giusto”.
A volte “il giusto” è molto di più di quello che sembra “molto”e lo si può individuare con scienza, conoscenza ed esperienza.
Il giusto è soggettivo (relativamente a chi hai di fronte) per di più, misurabile.
E alla fine ci sarà pure un limite individuale oltre il quale non si riesce ad andare?
E aggiungo che il “giusto” vale per tutte le età.
189. Archipedro Says:
gennaio 26th, 2010 at 17:40
Più che nella testa, io sono messo male nelle vie respiratorie… :-)
Andrew, forse ho fatto male a dirti d’essere gentile, ma le risse verbali poco m’ispirano. Al limite sfiderei questi luminari della PA in una qualche forma di competizione… giusto per capire, nel concreto, se sono in grado d’affrontare una partita di calcio, di pallavolo, di pallacanestro, di pallamano, di tennis… una gara d’atletica, di nuoto, d’arrampicata, di cicilismo… ma decidano pure loro…
Dai che ci divertiamo: genitori contro PA professionisti…! :-)
196. stefano baraldo Says:
gennaio 27th, 2010 at 01:19
@archi… secondo me sul campo lei non mi batte nemmeno a rastrellare la buca….. :)poi si fa per ridere ovviamente… ma lei non puo’ essere serio!! pero’l'immagine che mi faccio mi ricorda una fantozziana scapoli contro ammogliati e poi una bbella merenda tutti insieme…. (patetico)