Test di Bosco


Diversi sono gli esercizi che costituiscono il TEST di BOSCO  che si  prefigge l' indagine di vari parametri legati alla  FORZA  ESPLOSIVA quali:
-La capacità di reclutare fibre muscolari;
-La  ca­pacità  di restituire energia elastica accumulata  dal sistema muscolo-tendine durante la fase di caricamento;
-La coordinazione;
-La reattività;
-la  potenza meccanica;
-La relazione Forza-Velocità
Per essere eseguito necessita di un apposito strumento costituito da un tappetino a conduttanza collegato ad un cronometro, che è stato  messo a punto per primo dallo stesso Prof. Bosco ed in seguito da altri modelli tra cui quello realizzato dal Prof. Buzzelli.

I Test di Bosco:

SQUAT JUMP (SJ)
Ci si pone con le mani sui fianchi e gambe piegate a 90 gradi sulla pedana a conduttanza.
Si esegue un salto verso l' alto evitando  movimenti di caricamento.
Alla ripresa del contatto a terra, che dovrà avvenire  a piedi iperestesi,  il cronometro collegato al tappetino a conduttanza restituirà il tempo di volo  del salto che sarà trasformato in centimetri  secondo la formula
h = (tempo di volo)² x 1,226
N.B.: Le mani non devono mai essere staccate dai fianchi.

 

COUNTER MOVEMENT JUMP (CMJ)
Partendo dalla stazione eretta con le mani ai fianchi,  si eseguirà un salto verticale facendolo precedere da una fase di rapido cari­camento  piegando gli arti inferiori fino a circa 90°.
Normalmente  il  salto che  ne deriva sarà maggiore del salto del test  Squat Jump.  
La differenza tra i due salti darà indicazioni circa la  capaci­tà  elastica dei muscoli estensori degli arti inferiori che normalmente dovrebbe essere circa il 10% in più rispetto al risultato ottenuto nell’esecuzione dello Squat Jump.
Δ elasticità = CMJ - SJ

 

COUNTER MOVEMENT JUMP CON SLANCIO BRACCIA (CMJ+B)
Praticamente  si  esegue come il test CMJ  lasciando però libere le braccia.
Lo slancio delle braccia nella fase di caricamento accresce lo stimolo dell’attivazione eccentrica dei muscoli estensori delle gambe causando una maggiore risposta elastica,  che unito allo slancio delle braccia verso l’alto  nella fase di salto, permetteranno un salto più alto del  test CMJ  anche in relazione alla capacità di coordinarsi del soggetto.
Normalmente il valore del CMJ+B risulta essere circa il 12% migliore del salto ottenuto eseguendo il Counter Movement Jump.
Δ coordinazione = CMJ+B  -  CMJ

 

BEST DROP JUMP (BDJ)
Con questo test viene indagata la capacità reattiva della muscolatura estensoria degli arti inferiori.
Da scalini di varie altezze, l’atleta si lascia cadere in posizione eretta verso il basso, tenendo le mani sui  fianchi, sul tappetino a conduttanza, appena  tocca terra con i piedi  deve eseguire immediatamente un salto  verticale, secondo la metodica del CMJ,.
Il rapporto fatto registrare tra il tempo  di contatto con la pedana ed il tempo di volo del salto determineranno la  po­tenza meccanica sprigionata dall’atleta.
Questo test serve anche per individuare anche l' altezza dello scalino da cui esercitarsi durante le prove  di pliometria pura o l’altezza degli ostacoli con cui è preferibile allenarsi nelle esercitazioni che prevedono l’utilizzo di questi attrezzi .
L’altezza di caduta ottimale risulterà essere quella che permette il  minor tempo possibile di contatto a parità di tempo di volo ottenuto.

 

TEST DI BOSCO-VITTORI (Stiffness)

Questo test si propone come valida alternativa al Drop Jump, essendo infatti una prova di semplice realizzazione e di elevata ripetibilità. Il test prevede la misurazione dei tempi di contatto e dei tempi di volo di un soggetto che compie una serie di salti consecutivi (5 - 8) sulla pedana a conduttanza , in veloce successione, cercando di piegare le ginocchia il meno possibile; in questo esercizio l'atleta potrà aiutarsi con le braccia per migliorare la propria elevazione

 

CURVA FORZA-VELOCITA'
Si fanno eseguire una serie di salti singoli  del tipo  SJ.
Il primo a corpo libero gli altri con sovraccarico crescente partendo da 5Kg fino a raggiungere il carico corrispondente al peso corporeo del soggetto (SJ Body Weight),  posto sulle spalle.
Ponendo i risultati su di un piano cartesiano si ottiene la  curva F-V che ricalca le caratteristiche della curva FV già indicata da HILL nel 1938.
Rapportando SJBW e SJ troviamo l' Indice di Bosco secondo la  formula:

                                                           INDICE DI BOSCO SJBW / SJ

L' indice di  Bosco viene utilizzato per aiutare l’allenatore a scegliere il versante metodologico dei mezzi di allenamento più adatti in quel momento per l’atleta.
Solitamente il rapporto tra i due valori SJBW e SJ, e' un numero  prossimo a 0,33 ; ciò vuol dire che la FORZA (rappresentata dallo SJBW)  e la VELOCITA' (rappresentata dallo SJ), sono in equilibrio.
Valori ottenuti inferiori  a 0,33 (es. 0,28) indicano che quell’atleta possiede la qualità  velocità più   sviluppata in relazione alla forza di cui è in possesso, mentre valori più alti  di 0,33 (es. 0,38)  indicano che l’atleta non possiede una velocità relativa alla forza posseduta.

 

POTENZA MECCANICA
Si calcola  effettuando una serie di salti massimali e con­tinui di tipo CMJ per un certo periodo di tempo sul tappetino a conduttanza.
Per il calcolo della potenza si devono rilevare: il tempo di volo totale, il tempo di contatto totale, ed il tempo di lavoro totale oltre al numero dei salti effettuati. Quando il tempo e' dell' ordine dei 15" si definisce il risultato POTENZA  ALATTACIDA, quando il tempo supera i 30" fino al  minuto si definisce il risultato POTENZA LATTACIDA.
L’unità di misura della potenza meccanica è il Watt per Kg di peso corporeo (W/Kg).
Nell' ambito del test si può valutare anche il decremento di elevazione e di potenza prendendo in esame i primi  tre salti raffrontati agli ultimi  tre salti  effettuati.
Esempio: la media dei primi tre salti è stata di 35,5 cm con una potenza di 24.3 W/Kg mentre la media degli ultimi tre salti è stata di 35 cm con una potenza di 21.5 W/Kg.
In questo caso l’atleta pur non evidenziando un calo di forza nell’eseguire il test, mostra invece una notevole riduzione della potenza erogata, infatti se si osserva un leggero decremento della media degli ultimi salti rispetto ai primi (35 – 35.5 = - 0,5 cm pari ad un calo percentuale dello  - 1,4%), sul versante della potenza si evidenzia invece un crollo dei valori (21,5 – 24,3 =  - 2,8 pari ad un calo percentuale dell’ 11,5 %).
Ciò è dovuto al fatto che per produrre forza il soggetto esaminato ha impiegato più tempo nella fase di contatto col piano di appoggio, con una conseguente perdita di potenza del movimento.